Una mareggiata vi travolgerà
Una mareggiata è quel fenomeno che si verifica lungo le coste esposte a venti di burrasca che danno origine a un moto ondoso di intensità tale da far subire alle masse d’acqua una traslazione violenta e subitanea per cui si abbattono rovinosamente contro le rive(1). Per questo la manifestazione di ieri si è autodefinita così, “mareggiata”. Perché le migliaia di persone che hanno raggiunto piazza Cairoli e attraversato – praticamente invadendo – le strade di Messina, con determinazione, gioia e rabbia, hanno chiarito che il Movimento No Ponte c’è ed è pronto a impattare contro la scogliera al massimo dell’intensità.
La risposta all’approvazione del CIPESS
A pochi giorni dall’approvazione del CIPESS al progetto definitivo del ponte, gli abitanti dei territori dello stretto (e non solo), hanno risposto con reattività: «il ponte non si fa». 10.000 persone in piazza il 9 agosto confermano questa scelta, questa presa di posizione netta portata avanti in più di vent’anni di lotta, anni in cui i governi sono cambiati ma i No Ponte sono sempre rimasti dalla stessa parte.
La decisione ai territori
I presenti al corteo hanno marciato con la consapevolezza che la difesa dello stretto non si può delegare a partiti, deputati e ministri. Difendere lo stretto dall’occupazione delle ruspe e dei blindati toccherà al movimento, che ieri ha dimostrato di avere la possibilità concreta di farlo. E il fatto che in piazza ieri si trovassero delegazioni di movimenti provenienti da ogni parte d’Italia (Val di Susa, Trentino, Toscana, Puglia…) dimostra come questa battaglia sia molto di più di una questione locale ma, come è stato sempre detto, emblema del modello di sviluppo della catastrofe. Il sistema della guerra degli Stati e delle multinazionali, che affama e desertifica i territori per finanziare il riarmo e immagina il ponte come infrastruttura dual use. Vogliono schiacciare la volontà dei territori in virtù della loro sottomissione al profitto di pochi.
Si tratta, quindi, adesso di fare andare insieme la forza delle onde, per riuscire a imporre come priorità politica la cura del territorio, l’utilizzo delle risorse pubbliche per cultura, sanità, istruzione, infrastrutture di prossimità, messa in sicurezza del territorio. Questo è il compito storico del movimento No Ponte, e di tutti i movimenti che, in altri territori, combattono contro gli stessi nemici.
Quello che Matteo Salvini vuole vendere come il suo vanto maggiore, anche se non lo sa, è già il suo incubo: dopo aver sudato freddo per ogni passaggio dell’iter burocratico, dovrà fronteggiare ancora prima che la prima pietra venga posata, la strenua resistenza di un popolo che non è disposto a mollare.
Nello stretto di Messina tirano venti di burrasca, noi saremo la mareggiata che vi spazzerà via.
(1) Treccani.it
Foto di Enzo Bertuccelli
