Misure cautelari e multe per chi lotta contro il genocidio: Nessuna paura
Riportiamo il comunicato espresso dal comitato Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese in merito alle vicende repressive che hanno colpito diversi/e compagni/e a Catania nelle ultime settimane, dove viene ribadita la volontà di rispondere agli attacchi dello Stato rilanciando la lotta, senza nessuna paura e senza prestare il fianco a narrazioni divisive.

Nessun passo indietro, nessuna paura. Sempre dalla parte giusta della storia.
A seguito delle misure cautelari (diversi obblighi di firma) e delle multe arrivate per gli scioperi del 22 Settembre e del 3 Ottobre, rivolte a chi ha scelto con determinazione di stare al fianco del popolo palestinese e di denunciare la complicità dello Stato italiano, non abbiamo nessuna intenzione di rimanere silenti.
Questi provvedimenti giudiziari si inseriscono, tra l’altro, nel tentativo di colpire ogni forma di dissenso, dal movimento in solidarietà al popolo palestinese a chi si è mobilitato in città contro il Decreto Sicurezza, approvato in primavera dal governo, con arresti e pesanti accuse . Gli spazi autogestiti della nostra città sono visti come i primi ostacoli da rimuovere nel piano di speculazione urbana in atto, che vuole Catania sempre più una “città vetrina” economicamente inaccessibile. Tutti questi tentativi di criminalizzazione, però, non sono e non saranno sufficienti a fermare la marea.
In questi anni, le piazze italiane e quelle del mondo hanno visto milioni di studenti/esse, lavoratori, disoccupate/i, pensionati/e, bambine/i scendere in strada, a sostegno della popolazione palestinese e delle Flottillas gridando “non in nostro nome!”, con la consapevolezza di essere dalla parte giusta della storia.
La battaglia per la Palestina è una battaglia per la vita, per l’autodeterminazione, per la giustizia.
Per le piazze catanesi, come per quelle di tutta Italia, “Blocchiamo tutto” non è stato solo uno slogan, ma un’azione concreta per inceppare la macchina dell’economia di guerra che alimenta il genocidio, infatti in tantissimi/e abbiamo fermato il paese, bloccato le infrastrutture e gli snodi logistici delle nostre città. Noi non siamo e non saremo mai complici di un sistema che specula e fornisce armi allo Stato di Israele, armi che continuano a radere al suolo case e a togliere vite in Palestina, e in tutti gli altri drammatici scenari bellici.
Ed è proprio perché questa forza collettiva è cresciuta, perché abbiamo dimostrato in tutto il mondo che boicottare la macchina del genocidio è possibile, che gli Stati criminali di tutto il mondo si sono sentiti minacciati. In primis il governo italiano che ha approvato numerosi decreti mirati a criminalizzare la solidarietà al popolo palestinese e in generale la volontà di lottare, provando a colpire tutte le forme di mobilitazione contro guerre, genocidi e ingiustizie sociali.
Questa narrazione è da rigettare: non accettiamo lezioni di “giustizia” o “diritto” da chi continua a firmare accordi di morte con Israele, a sostenere l’industria bellica e a votare leggi che distruggono i popoli. Rifiutiamo ogni tentativo di intimidazione. Stare con la Palestina significa scegliere un’umanità diversa, la pace, la smilitarizzazione della Sicilia e dei territori.
È una battaglia che parla di noi, di ciò che scegliamo di difendere. La nostra forza sta nel non fermarci: è così che spezziamo l’isolamento e respingiamo un clima di repressione sempre più presente. Se istituzioni nazionali e locali credono che delle misure repressive, condite da becere narrazioni, possano fermare chi ha scelto di non essere indifferente, e che possano dividere la solidarietà, delegittimare le lotte o spegnere il desiderio di libertà e giustizia, allora si illudono.
Il Comitato di Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese, come tutte le persone che con la propria voce e il proprio corpo sono scese in piazza in questi anni, sa bene da che parte stare: sempre con chi lotta, sempre per una Palestina libera, sempre contro ogni complicità, sempre contro chi alimenta sistemi di oppressione e morte.
Ci avrete più uniti/e, più determinate/i, più forti.
Sempre solidali con chi lotta per la libertà dei popoli.
Palestina libera, libertà di lottare per tutte e tutti!
