Milazzo. Note sui processi di turistificazione della città

Milazzo. Note sui processi di turistificazione della città
Di seguito riportiamo un documento del Collettivo Malerba sui processi di turistificazione che stanno interessando la città di Milazzo, comune in provincia di Messina.   
A Milazzo negli ultimi mesi si è accesso un vivace dibattito sulla gestione delle aree demaniali e quindi anche delle concessioni balneari (ma non solo), a partire dall’approvazione da parte della Regione Siciliana del P.U.D.M (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo). Le righe che seguono sono scritte con l’obiettivo di avviare una riflessione generale sull’idea di città dell’amministrazione comunale e degli attori economici presenti sul territorio.
Pubblichiamo questo testo perché condividiamo l’esigenza di parlare di questi temi (lo abbiamo già fatto qui in relazione alla città di Palermo) e perché riteniamo che gli spunti proposti siano centrali per affrontare le contraddizioni che questi processi di trasformazione radicale dei territori portano con se.

Milazzo. Note sui processi di turistificazione della città

Alla vigilia di ferragosto il Sindaco Pippo Midili è tornato a fregiarsi del risultato ottenuto con l’approvazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo e della conseguente presa in carico delle aree demaniali. Prendere parola sul P.U.D.M. non è cosa semplice poiché gran parte della popolazione, anche per colpa delle opposizioni, si è convinta che il P.U.D.M. riguardi solo le concessioni balneari sulla riviera di ponente e il porticciolo fronte Marina Garibaldi. Ma il piano è molto più vasto e ovviamente riguarda tutta la costa della città e più in generale, a nostro avviso, ha a che fare con l’idea di sviluppo che questa amministrazione ha per Milazzo. Crediamo che sia su questo che bisogna focalizzare il dibattito, fino ad ora inesistente, soprattutto perché manca meno di un anno alle prossime elezioni amministrative.

È vero, c’è stato un momento in cui nel merito del piano si potevano fare delle osservazioni. Quel momento era prima che il Consiglio Comunale lo approvasse nel 2021. Ma quello che il Sindaco non dice è che ormai gli spazi di decisionalità degli abitanti di un territorio sono molto ristretti e dal nostro punto di vista non ci si può nascondere dietro una presunta volontà popolare rappresentata dai consiglieri democraticamente eletti. Dal punto di vista della norma questi rappresentano la maggioranza dei cittadini, ma dal punto di vista politico, numeri alla mano, non è così neanche lontanamente.

Ad ogni modo, consapevoli che il nostro punto di vista possa essere considerato fuori tempo massimo e non rappresentativo della “maggioranza dei cittadini” o “del mandato popolare” ci teniamo a dire un paio di cose, a porre qualche domanda.
Come si può pensare di «privilegiare l’interesse pubblico» privatizzando ulteriormente le nostre aree demaniali? Davvero vogliamo credere che il miglioramento delle nostre condizioni di vita debba dipendere dall’interesse privato e, nello specifico, dall’industria del turismo, che genera un’economia stagionale e fortemente impattante? Davvero vogliamo una città piena di lidi e B&B, mentre i servizi essenziali sono carenti (trasporto pubblico, sanità, edilizia scolastica, servizi sociali) e gli abitanti non si possono permettere di comprare o affittare casa? Davvero i Milazzesi pensano che servano più lidi e B&B per migliorare l’economia del territorio? O questo pensiero è solo figlio del fatto che non si è in grado di immaginare modi diversi di produrre ricchezza collettiva in armonia con ciò che ci circonda?

Poniamo queste domande perché non abbiamo la presunzione di affermare di avere le soluzioni in tasca, nessuno le ha. Sicuramente non è con il modello dell’uomo solo al comando che si cambiano le cose, ma attraverso la costruzione di una comunità forte e consapevole di ciò che serve veramente, attraverso processi di partecipazione e controllo popolare sulle decisioni che riguardano il territorio.

 

 

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