Palermitani in piazza, Salvini in questura

Palermitani in piazza, Salvini in questura

Salvini arriva a Palermo. Centinaia di contestatori a Ballarò lo costringono ad annullare la sua visita. Proteste anche a Piazza Verdi.

Visita a un commissariato e incontro al Teatro Al Massimo; alle 16:30 passeggiata tra le vie di Ballarò. Questo era il programma della visita di Salvini a Palermo. Divieti per le auto a Piazza Verdi, Casa Professa e altre vie del centro. Un intero quartiere e una delle piazze principali della città militarizzati. Era previsto che l’accoglienza non sarebbe stata delle migliori.

I primi contestatori si sono radunati a Piazza Mediterraneo, dentro il quartiere Ballarò, intorno alle 14:00, per esprimere il totale dissenso nei confronti del leader della Lega e della sua presenza in città.
I manifestanti si sono poi spostati all’interno dello storico mercato di Ballarò, in attesa del passaggio di Salvini.

La manifestazione ha coinvolto centinaia di persone, dimostrandosi pressante e incisiva tanto da costringere l’ex Ministro degli Interni a rinunciare alla tappa. In alternativa il leghista, accompagnato dai suoi “servi” locali, ha deciso di svolgere il suo show davanti alla questura. Un luogo a lui più consono, dove si sente più al sicuro.

Per le strade, nei quartieri il sentimento anti-leghista è molto diffuso, alimentato dalla storia stessa della Lega Nord che ha costruito la sua esistenza politica ed elettorale sui temi dell’anti-meridionalismo e ha usato più volte frasi offensive e discriminatorie nei confronti dei siciliani.

L’incontro più atteso era quello fra Salvini e il Presidente della Regione. Lo scopo dell’incontro pare fosse quello di concretizzare l’ingresso del neo-gruppo della Lega nella maggioranza all’Ars.
Una mossa che risulta in contraddizione con le critiche, sempre più pressanti negli ultimi mesi, mosse dal leader del Carroccio nei confronti degli altri partiti nazionali, e in particolare del Movimento 5 stelle, accusati di attaccamento alle poltrone. Un accordo che sancirebbe l’ingresso della Lega al Governo senza il consenso dei cittadini e attraverso dinamiche sottobanco.

Bandiere Siciliane nella piazza di oggi.

Nonostante Salvini propagandi la volontà di rottura dello schema tradizionale dei partiti italiani e tenti di diffondere aria di cambiamento, con questo ingresso si riconfermerebbe – ancora una volta – difernsore del sistema. Un sistema che, in Sicilia, è stato solo in grado di spianare la via del disastro.

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