Termini Imerese: cittadini e Arpa contro l’impianto di compostaggio

Termini Imerese: cittadini e Arpa contro l’impianto di compostaggio

«L’impianto non avrebbe le caratteristiche e i presidi ambientali utili a garantire una corretta gestione del processo senza arrecare danni all’ambiente circostante ed alla salute dei cittadini». A dirlo è L’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sicilia) a seguito di un sopralluogo svolto mercoledì scorso presso l’impianto di compostaggio e, in generale, presso la zona industriale di Termini Imerese.

Era evidente che l’impianto inquinasse. In queste aree – destinate alle varie fasi di lavorazione tra cui la miscelazione e la bio-stabilizzazione – si potevano notare cumuli di sfalci di potatura e diverso materiale vegetale, tutto posto senza alcuna copertura e soggetto all’effetto degli agenti meteorologici ed eolici. Inoltre, all’interno dei capannoni spesso venivano ammassati bio-sacchi contenenti rifiuti in fase di maturazione formando una vera e propria barriera di rifiuti vegetali.
L’accumulo dei rifiuti vegetali e la dispersione dei rifiuti liquidi hanno alterato la qualità dell’aria con la conseguente presenza di odori nauseabondi costanti.

Il sito di Termini Imerese è attivo solo da Agosto ma vanta già una diffida da parte della Regione Siciliana, inviata a ottobre alla GM Srl (società che lavora all’interno di Ecox). La quantità di rifiuti organici trattati è superiore a quelli consentiti.
Ma in generale l’impianto starebbe lavorando in violazione delle prescrizioni che accompagnano le autorizzazioni ambientali.

Le manifestazioni della scorsa settimana affermano chiaramente: 《Si salute, No Ecox》. I manifestanti chiedono che la Regione Siciliana ritiri l’autorizzazione, in nome della salute dei cittadini e della difesa dell’ambiente.

Attualmente l’impianto di compostaggio accoglie i rifiuti organici di molti comuni della provincie di Palermo, Trapani, Messina e Caltanissetta. Segno che la gestione dei rifiuti fa acqua da tutte le parti. I comuni, infatti, si organizzano come possono di fronte alla situazione di emergenza continua. Saturo un impianto, traslocano e iniziano a conferire in un altro.

La relazione dell’ARPA può e deve essere uno stimolo per continuare a lottare contro la cattiva gestione del sistema rifiuti in Sicilia. Invece di continuare a fare mega impianti di smaltimento altamente inquinanti, piuttosto che invocare gli inceneritori quando i primi sono saturi, cominciamo a immaginare un sistema di gestione dei rifiuti calibrato sulle esigenze dei singoli territori.

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