Siracusa: 19 maggio, corteo contro le nocività e le morti sul lavoro.

Siracusa: 19 maggio, corteo contro le nocività e le morti sul lavoro.

Sabato 19 maggio alle 16.30 a Siracusa, partenza da via Piave, si terrà il corteo contro le morti su lavoro e di nocività. È il secondo anno che il Movimento aretuseo organizza questo corteo. E lo organizza per ricordare i morti sul lavoro dentro le industrie della provincia e per chiedere investimenti per avere più lavoro, sicurezza e bonifiche.
Il movimento è composto da comitati territoriali e da cittadini dei comuni della provincia di Siracusa che sono interessati dalla presenza delle industrie. Il Movimento aretuseo nasce nel settembre del 2015 in seguito alle ennesime morti sul lavoro dentro il petrolchimico di Priolo. In quell’occasione ripartì una battaglia per il lavoro, la sicurezza e le bonifiche per spingere, appunto, le industrie presenti sul territorio siracusano a investire in ambientalizzazione e abbassamento delle emissioni proprio per garantire sicurezza e lavoro agli abitanti del territorio.
Alla manifestazione parteciperanno numerosi comitati territoriali e movimenti di lotta siciliani nonché la Rete dei comitati territoriali siciliani che rappresenta ormai la piattaforma attraverso cui le esperienza di lotta presenti sull’isola si conoscono, si incontrano e si organizzano in maniera collettiva contro il modello di sviluppo attualmente imposto che sta distruggendo il territorio siciliano. Un’esperienza nuova che mette al primo posto la difesa del territorio e la mutua solidarietà tra i comitati che la portano avanti.
Il corteo di sabato, infatti, non sarà solo il corteo del Movimento aretuseo, ma il corteo di chi in Sicilia si contrappone alle politiche predatorie di industrie del petrolio, della spazzatura e dell’energia sporca. Le stesse industrie che non hanno rispetto per le risorse e le vite umane, le stesse che devastano e impoveriscono attraverso l’inquinamento e lo sfruttamento.
Tra l’altro il petrolchimico di Augusta di recente si è trovato sotto i riflettori mediatici a causa della vendita inaspettata degli impianti da parte di Esso a Sonatrach, compagnia petrolifera di Stato dell’Algeria. Questo ha messo in allarme lavoratori e semplici cittadini perché consapevoli che un altra ventata di incertezza sul futuro si sta abbattendo nel Siracusano. La compagnia Esso per quasi sessant’anni ha spadroneggiato e proprio nell’ultimo periodo aveva promesso nuovi investimenti e preso impegni per portare avanti lavori di bonifica. Tutto questo, probabilmente, non avverrà. Bisognerà vedere adesso le intenzioni della multinazionale algerina subentrata a quella americana, la ExxonMobil, a cui è collegata l’azienda italiana.
La situazione che vivono gli abitanti della provincia di Siracusa è riscontrabile in quasi tutte le provincie siciliane. Ma nella terra in cui le industrie spadroneggiano, coloro che ne pagano le conseguenza si stanno cominciando ad organizzare perché le cose cambino.

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