Riserva di Cava Grande: in marcia contro gli incendi

Riserva di Cava Grande: in marcia contro gli incendi
Si è svolta oggi pomeriggio una marcia di protesta contro gli incendi alla Riserva naturale orientata di Cava Grande. L’iniziativa – organizzata dal Movimento Antincendio Ibleo e dal Coordinamento Facemu Scrusciu – ha attraversato la strada di Tangi fino alla torretta abbandonata della Guardia Forestale, all’interno della riserva.

 

Facemu Scrusciu: continua la mobiltazione

Continua così il percorso che nell’ultimo mese ha riacceso i riflettori sul tema degli incendi nel territorio siciliano. «Continuiamo la nostra battaglia di sensibilizzazione e di protesta per salvare la nostra bella terra devastata e martoriata dagli incendi»- così la comunità iblea ha invitato alla partecipazione.

Dopo i flashmob del 7 maggio che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, organizzate in decine e decine di iniziative, dalle grandi città ai piccoli paesi; questa marcia ha ribadito la necessità di trovare soluzioni reali e tempestive all’emergenza incendi.
La scelta del luogo non è causale; la riserva è infatti un luogo simbolo degli Iblei e tristemente simbolo della devastazione che gli incendi causano ogni anno.

 

Incendi: nel 2020 dati preoccupanti 

Il coordinamento regionale Facemu Scrusciu si sta inoltre mobilitando per essere da pungolo nei confronti delle istituzioni locali sollecitando soluzioni e interventi. La stagione 2020 ha aggiornato il triste record di aree percorse dal fuoco ed è stata archiviata come una delle peggiori per quanto riguarda gli incendi in Sicilia.

I gravissimi incendi di Montagna Grande, Altofonte Moarda, Riserve di Monte Cofano e Zingaro, Selinunte, Parco dell’Etna, Noto, Bosco di San Pietro, Bosco Scorace, i Peloritani (solo per citarne alcuni) dimostrano chiaramente l’attacco perpetrato nei confronti delle aree boschive, del paesaggio siciliano, della biodiversità e degli ecosistemi nonché del patrimonio storico e culturale che i boschi portano con sé.
In base alle stime ricavate tramite l’EFFIS (European Forest Fire Information System) la superficie totale bruciata in Sicilia dall’1 giugno al 30 ottobre 2020 ammonterebbe a 35.900 ettari. Una cifra enorme.

Un messaggio chiaro: agire subito per la difesa del territorio 

La stagione 2021 si preannuncia altrettanto disastrosa, considerato che già nel mese di aprile si sono registrati vari incendi dolosi in aree sensibili, tra cui la riserva di Vendicari e le cave degli Iblei.
«Uniti continueremo a fare Scrusciu, a far parlare di noi, a pressare affinché le istituzioni intervengano per frenare questa piaga!!!».
Un messaggio chiaro rivolto al governo regionale e ai parlamentari dell’Ars affinché si faccia ciò che serve per difendere i nostri territori.

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