Poteri speciali? Tutto il potere ai comitati territoriali!

Poteri speciali? Tutto il potere ai comitati territoriali!

E così Musumeci chiede “poteri speciali”. Per cosa? Per procedere spedito con le autorizzazioni agli “impianti necessari a scongiurare l’emergenza rifiuti”. Non solo, mentre era lì con fratel Gentiloni chiede pure poteri speciali per l’acqua nel palermitano. Ma certo, c’è l’emergenza, quindi si chiede di operare in deroga alle normative vigenti. Non è che ci scandalizziamo più di tanto, poiché le “normative vigenti”, le leggi e le norme che si sono susseguite e si susseguono a ritmo continuo in tema di rifiuti, sono una peggiore dell’altra. Quello che mette in imbarazzo è la faccia tosta con cui Musumeci si presenta come risolutore dei disastri che Crocetta è riuscito a creare negli anni della sua presidenza.
Vediamo di riassumere. Crocetta, grande insabbiatore di un nuovo Piano Rifiuti regionale, dà il via alle autorizzazioni a raffica per nuove discariche di privati – impresari della munnizza – e prospetta tanti piccoli inceneritori sparsi per tutta la Sicilia compreso il grande inceneritore nella Valle del Mela. Un po’ per la lentezza della burocrazia regionale, un po’ per la crescente opposizione delle popolazioni, il suo piano non riesce a compiersi per intero. Intanto Crocetta sloggia e subentra l’astuto Musumeci. E si rinnova la storia dell’emergenza. Che fare? Semplice, scavalcare la burocrazia e le tante opposizioni presentate dai comitati contro discariche e inceneritori, e procedere con poteri straordinari all’attuazione dei vecchi piani di Confindustria Sicilia&Crocetta.
La Sicilia che si prospetta è di nuovo tipo. Agricoltura? Certo, ma di servizio all’industria dell’energia sporca, quella incentivata dallo Stato. L’altra agricoltura, quella che serviva all’alimentazione, sarà in mano a poche grandi aziende che serviranno la Grande distribuzione. E tutto il resto dell’agricoltura, che poi rappresenta il più? Fuori mercato, emarginata, morta e sepolta. Industria? Certo, ma soprattutto quella legata al ciclo dei rifiuti, per il resto è deindustrializzazione pesante (negli ultimi dieci anni hanno chiuso 115.652 imprese, si è passati da 375. 812 imprese attive a 259.348. Nei primi mesi del 2016 hanno chiuso 23.294 aziende e se ne sono aperte poco più di 3 mila). Ma va tutto bene, dicono, si è trattato di un processo di concentrazione che ha eliminato dal mercato le imprese più deboli e incapaci di stare al passo con i tempi. E la massa dei nuovi disoccupati? Cazzi loro. E la massa dei nuovi emigranti? Pure. E la massa di nuova povertà? Pazienza. Ma la pazienza prima o poi finisce!
Non se ne esce più, siamo ai resti e quel che resta è un mare di rifiuti.
In questa situazione o ci si ribella o si diventa complici della devastazione sociale ed ambientale.
Opporsi allo Stato e ai ladroni che vogliono piegare i territori alla logica catastrofica di questo “modello di sviluppo” – che è sfruttamento integrale di terra, aria e acqua e tormento per la maggioranza della popolazione – è necessario e giusto.
“Di fronte a una situazione straordinaria servono poteri straordinari”, dice Musumeci. E allora tutto il potere passi ai comitati territoriali.
Mandiamoli tutti via!
Costruiamo l’INDIPENDENZA della Sicilia per una reale autodeterminazione e l’autogoverno delle comunità territoriali.

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