Palermo, in piazza per l’ambiente: «combattiamo il capitalismo, costruiamo indipendenza»

Palermo, in piazza per l’ambiente: «combattiamo il capitalismo, costruiamo indipendenza»
Questa mattina si è tenuta a Palermo una manifestazione studentesca in occasione dello sciopero globale per il clima indetto il giorno prima dell’inizio della Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

La piazza di Palermo

A distanza di un mese dall’ultimo appuntamento, giovani di tutto il mondo sono tornati in piazza per ribadire ai governi l’urgenza di metter in atto politiche di riduzione drastica delle fonti fossili e quindi delle emissioni di CO2.
Nel capoluogo siciliano in centinaia si sono radunati in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, dalle 9 e hanno percorso in corteo via Maqueda per raggiungere l’Università di Palermo.

 

A saltare subito all’occhio è lo striscione che svetta in mezzo al corteo sopra le teste dei manifestanti, sorretto da tre aste. Il testo allo stesso tempo ironica ed eloquente dice: «il governo italiano di green ha solo il pass. Combattiamo il capitalismo, costruiamo indipendenza»

 

Durante la manifestazione sono anche bruciate le foto del Presidente del Consiglio Draghi e del Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani.

 


 

Conquistiamo indipendenza

«Sono anni ormai che il variegato movimento per la giustizia ambientale chiede ai governi di prendersi l’impegno a ridurre le emissioni di CO2. Ma non è cambiato niente, – spiegano i militanti di Antudo – anzi, nonostante le belle parole, i governi e gli Stati, compreso quello italiano,  continuano a difendere gli interessi delle multinazionali del fossile a discapito della salute della gente e dei territori.

 

È sempre più ovvio – concludono – che non ne  usciremo, delegando il cambiamento ai governi.  Dobbiamo essere noi, a partire dai territori che abitiamo, ad organizzarci per liberarci da questo sistema politico ed economico malato».
 
L’unica soluzione per invertire la disastrosa rotta che il sistema capitalistico sta percorrendo, continuiamo a dirlo, è l’autogoverno dei territori. È il concetto stesso di territorio che va mutato, visto sempre e solo dai governi come una fonte estrattiva di risorse, secondo un modello che seguendo il profitto semina solo morte e devastazione.

 

 

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