Messina: domani manifestazione per la scuola e la cultura

Messina: domani manifestazione per la scuola e la cultura
Domani mattina alle 11:00 si terrà, in piazza Unione Europea, la manifestazione  « In piazza per la scuola e la cultura». L’appello –  lanciato da un gruppo di docenti del Liceo Emilio Ainis e dai responsabili del  gruppo facebook «Scuola in presenza» – è rivolto a tutte le lavoratrici, i lavoratori, le operatrici, gli operatori della scuola di Messina e provincia e a coloro che lavorano in ambito culturale.
La manifestazione è stata organizzata in risposta alle ultime misure del Governo nazionale per il contrasto alla diffusione del  Covid. Gli organizzatori, nonostante siano consapevoli della drammaticità della situazione, sono convinti che privare i ragazzi e le ragazze della didattica in presenza sia molto dannoso per la loro formazione. Chiedono, infatti, al governo di adottare le misure che servono per far tornare gli studenti a scuola in sicurezza. E, loro stessi, indicano delle soluzioni possibili.

 

Didattica a distanza e in presenza

«Nel periodo in cui abbiamo fatto lezione in presenza – affermano- , abbiamo seguito senza esitare tutte le prescrizioni necessarie: uso delle mascherine, distanza interpersonale, sanificazione e così via. Pensiamo che “formare” delle ragazze e dei ragazzi sia cosa ben più ampia e articolata di una semplice trasmissione di conoscenze. A scuola si crea uno spazio di socialità, che soprattutto per gli adolescenti ha un’importanza vitale per la costruzione e lo sviluppo della personalità».

 

Le responsabilità istituzionali 

Puntano il dito contro chi avrebbe dovuto evitare di arrivare a questo punto, ma  non ha fatto abbastanza: «quelle stesse istituzioni che ora impongono a noi e ai nostri alunni di starcene a casa davanti a uno schermo sono le stesse che la scorsa estate non hanno fatto abbastanza per ampliare e rafforzare la rete dei trasporti pubblici, la distribuzione dei dispositivi alle famiglie svantaggiate, i fondi per l’adeguamento strutturale delle scuole».

 

Le proposte

Fanno dunque delle proposte precise rivolgendosi direttamente al governo, con l’auspicio che questo torni sui suoi passi. «Proponiamo che la didattica in presenza sia riportata almeno al 50% e che vengano prese misure eccezionali per aumentare l’offerta dei trasporti. A tal fine crediamo utile coinvolgere il trasporto privato attraverso apposite convenzioni, dal momento che la crisi del turismo tiene fermo circa il 70% degli operatori e non pochi lavoratori rischiano di finire sul lastrico.
Proponiamo anche che i recenti provvedimenti per assicurare a tutti gli alunni almeno un dispositivo per collegarsi alle lezioni a distanza includano anche dei bonus per connessioni wi-fi che coprano il periodo della parziale sospensione della didattica in presenza».
«Tali provvedimenti – concludono – se non possono eliminare del tutto gli effetti negativi della didattica a distanza, potrebbero mitigarli ed alleviare una condizione che già di per sé è fonte di disagi e di preoccupazioni non solo per il presente, ma anche per l’avvenire delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi»

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