Lavoratori del bacino prefettizio occupano Palazzo degli Elefanti a Catania.

Lavoratori del bacino prefettizio occupano Palazzo degli Elefanti a Catania.

Ieri sera i lavoratori del bacino prefettizio di Catania hanno occupato l’aula consiliare del Comune. Hanno esposto uno striscione con la scritta “basta bugie, vogliamo lavoro”.
Alle 19.00 dovevano incontrare l’assessore all’Ambiente Rosario D’Agata per avere chiarimenti in merito all’aggiudicazione dell’appalto rifiuti. L’incontro non ha soddisfatto i 10 ex lavoratori igiene ambientale che hanno deciso di bloccare gli ingressi all’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti. A quanto pare da mesi attendono di essere stabilizzati nel settore dell’igiene urbano cittadino.
Ancora una volta, un episodio che racconta di lavoratori sulla soglia della precarietà e della disoccupazione. La protesta è scaturita dopo aver saputo che nessuna azienda aveva accettato di partecipare alla gara d’appalto per la raccolta di rifiuti, un maxi affare da 350 milioni di euro ma che, secondo le ditte, è antieconomico e di difficile accesso. A questo punto ci chiediamo se su questo c’entri qualcosa lo scandalo sulla gestione rifiuti scoppiato qualche tempo fa. E se sull’accaparramento dell’appalto, tutti i possibili pretendenti non siano in attesa del riequilibrio politico dopo le amministrative di giugno.
Dal canto loro i lavoratori hanno preteso risposte dalle istituzioni che fino a qui non sono sembrate in grado di risolvere la questione. I lavoratori si chiedono come mai le gare d’appalto sono deserte, come mai continuano a prorogare un servizio che così com’è è scadente e costringe gli addetti ai lavori a straordinari, al taglio delle ferie e li mette a rischio infortunio sul lavoro. In tarda serata hanno concluso l’occupazione dopo aver ottenuto un incontro con il Sindaco Enzo Bianco
Ad ogni modo in queste situazioni la domanda sorge spontanea: che fine ha fatto il piano rifiuti di Musumeci? Colui che è anche commissario all’emergenza rifiuti si è insediato alla presidenza della Regione promettendo che avrebbe risolto i problemi legati alla raccolta rifiuti. Fino ad ora, però, ha solo lanciato promesse e annunciato provvedimenti e investimenti ma nulla di ciò è stato concretizzato. L’emergenza rifiuti cresce e rischia di esplodere, ma aumentano e rischiano di esplodere anche i lavoratori che saturi di promesse e false illusioni decidono di non star in silenzio ma di opporsi a questo sistema che usa le loro vite per arricchirsi sempre di più.

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