Ipotesi falsificazione dati sul Coronavirus in Sicilia

Ipotesi falsificazione dati sul Coronavirus in Sicilia
Un nuovo terremoto si è abbattuto sul governo regionale. Questa mattina tutte le agenzie stampa hanno diffuso la notizia di arresti e iscrizioni nel registro degli indagati per falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico.

Secondo la procura di Trapani la dirigenza del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico avrebbe falsificato i dati sul Coronavirus in Sicilia tra novembre e marzo: numero di morti, di tamponi e positivi. Gli stessi dati che venivano trasmessi al Ministero della Sanità per le valutazioni sulle restrizioni da adottare nell’isola. Tra gli indagati è presente anche l’assessore Razza, che ha annunciato le sue dimissioni. 

 

«Spalmiamoli un poco»

Per l’ipotesi della falsificazione dei dati, in questo momento, Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento citato sopra, Salvatore Cusimano, funzionario del dipartimento e Emilio Madonia, dipendente di una ditta che si occupa dei flussi informatici dell’assessorato, si trovano agli arresti domiciliari. All’assessore alla Salute Ruggero Razza – che diceva al telefono in riferimento ai morti per Covid «Spalmiamoli un poco» – è stato notificato un invito a comparire e sono stati acquisiti tutti i dati dei dispositivi informatici.

 

Rischio commissariamento?

Il presidente della Regione Siciliana, intervenuto questa mattina al programma Omnibus su La7, ha detto di avere fiducia nell’operato dell’assessore Razza e di quello della magistratura. «Una indagine non è una condanna definitiva, aspetteremo che si faccia luce sulla verità».
Nell’attesa che si faccia chiarezza, ci pare vergognoso che in piena emergenza sanitaria i dirigenti e l’assessore – che dovrebbe occuparsi della nostra salute – riescano a finire sotto i riflettori della magistratura, esponendoci al rischio di un commissariamento.

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