Cantieri Navali di Palermo: svenduti i due bacini di carenaggio

Cantieri Navali di Palermo: svenduti i due bacini di carenaggio
Dopo la mancata ristrutturazione, è arrivata la notizia della svendita dei bacini di carenaggio all’interno dei Cantieri Navali di Palermo. 

 

Svendere al miglior offerente 

È di pochi giorni fa la notizia che annuncia la vendita dei due bacini di carenaggio all’interno di Fincantieri Palermo. Gli spazi in oggetto, con una capacità di 19 e 52 mila tonnellate, sono stati ceduti alla Vulcano Shipyard srl, società a responsabilità limitata palermitana. La svendita di questi due importanti bacini del polo cantieristico palermitano dimostra che Fincantieri a Palermo vuole ridurre ulteriormente il suo giro d’affari, con drammatiche ricadute sui livelli occupazionali della città. E le istituzioni regionali non sono in grado di avere un ruolo relativamente alle scelte di imprese come Fincantieri, che ricordiamo essere un’azienda pubblica dello Stato Italiano. Oggi è controllata al 71,6% da FINTECNA S.p.A. Sono bastati, infatti, 1,55 milioni di euro per dar via le aree in questione – a circa metà della base d’asta.

 

Promesse che diventano cattive figure

  Nei mesi, sulle maggiori testate giornalistiche siciliane e italiane, si parlava di una vera rivoluzione cantieristica attraverso la formazione di un polo internazionale e il rilancio dei bacini dei cantieri navali. Tante le promesse della politica istituzionale e  dei partiti a sostegno di finanziamenti destinati al comparto dei cantieri navali palermitani. Promesse che si sono tramutate in pessime figure se consideriamo, ad esempio, i famosi 56 milioni di euro che erano stati prima annunciati e poi stanziati – proprio per i due bacini – dalla Regione Siciliana tra il 2008 e il 2012. Il progetto fu, infatti, annullato dall’allora neo presidente Crocetta e la Regione fu addirittura obbligata a risarcire le ditte per il mancato guadagno, con circa 7 milioni di euro.

  Ad oggi, smantellamento delle strutture, riduzione di investimenti e volumi di lavoro, mancanza di un concreto piano industriale, espulsione e sostituzione dei lavoratori palermitani sono la caratteristiche principali dei Cantieri Navali di Palermo. Il polo cantieristico potrebbe garantire la sicurezza economica a migliaia e migliaia di palermitani e siciliani. Si trova invece sacrificato sull’altare della razionalizzazione per garantire, come al solito, la produzione dei poli del Nord Italia. E i nostri rappresentanti istituzionali stanno a guardare.

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