Basta alternanza scuola-lavoro. Anche oggi migliaia di studenti in piazza

Basta alternanza scuola-lavoro. Anche oggi migliaia di studenti in piazza
Dovevano essere 40 le piazze degli studenti contro l’alternanza scuola-lavoro e 40 sono state. Dovevano essere arrabbiate quelle piazze, per dire che non si può morire a 16 anni per uno stage, e arrabbiate sono state.

Dappertutto le manifestazioni sono state caratterizzate dall’assalto alle sedi dell’Unione Industriali ed agli uffici del Miur e dappertutto la vernice rossa è stata lanciata a simboleggiare il sangue versato ad un’età che sarebbe fatta per studiare, per formarsi, non per addestrarsi al lavoro.

 

La piazza di Palermo

In Sicilia la mobilitazione è iniziata con l’occupazione del Provveditorato degli Studi di Palermo da parte di un gruppo di lavoratori e studenti di Antudo. «Le nostre vite valgono più del vostro profitto. Basta alternanza scuola-lavoro». Era questo il testo dello striscione con il quale hanno fatto irruzione nei locali degli uffici palermitani. Successivamente il corteo degli studenti, partito da Piazza Verdi, si è diretto verso la sede della Regione Siciliana.

La piazza di Catania

A Catania, invece, un migliaio di studenti ha raggiunto gli uffici del MIUR in via Pietro Mascagni dove è stata lanciata vernice rossa per simboleggiare il sangue dei due studenti morti nelle scorse settimane durante gli stage. «Il Miur e i vari ministri dell’Istruzione che si sono succeduti hanno le mani sporche di sangue. Lo diciamo chiarissimo: bisogna abolire l’alternanza scuola-lavoro introdotta da Renzi», hanno urlato in piazza.

Contro questo modello formativo

Si è trattata di certo di una giornata molto “movimentata”, ma soprattutto si è trattato di una giornata in cui gli studenti e le studentesse hanno dimostrato di voler aggredire il modello formativo e produttivo che viene offerto alle giovani generazioni. A chi oggi chiede diritto a decidere del proprio futuro, a prendere parola, a chi oggi si rende conto di essere la generazione che pagherà la crisi viene offerta l’opzione più inutile e pericolosa degli stage.

Sembravano spariti gli studenti, vero? E invece sono lì, più arrabbiati di prima.

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