Palermo: marcia dei sindaci a difesa del territorio

Questa mattina a Palermo in Piazza Indipendenza si è svolta la “Marcia dei Sindaci a difesa dei comuni e dei territori” indetta da Cateno De Luca Sindaco del Comune e della città metropolitana di Messina. La manifestazione aveva l’obiettivo di chiedere le risorse che possano consentire alle ex province di poter continuare a erogare servizi e retribuire i lavoratori impiegati negli enti. Sono 73 le amministrazioni comunali che aderiscono a questa rivendicazione sui 108 comuni presenti nella provincia di Messina e oggi erano più di 30 gli amministratori locali presenti. 

Tra i partecipanti anche una delegazione di Antudo – confederazione dei comitati  territoriali per l’indipendenza della Sicilia che attraverso Luigi Sturniolo dichiara “Le condizioni di dissesto in cui versano molti enti locali sono il risultato di decenni di riduzione dei trasferimenti dallo stato centrale alle comunità locali e di un’aggressione sistematica da parte dello stato italiano ai bilanci degli enti locali”. In Sicilia – continua Sturniolo – “questa situazione si è generalizzata al punto da diventare la normalità e determinare politiche di tagli al welfare locale finalizzate a recuperare improbabili equilibri di bilancio. Hanno deciso di cancellare le province che insieme ai comuni rappresentano importanti erogatori di servizi ai cittadini. Da questo punto di vista sarebbe molto più logico che vengano abolite le prefetture”.

E, in effetti, l’accordo raggiunto da Regione Siciliana e Governo per salvare le ex Province (l’utilizzo di somme prelevate dal Fondo Sviluppo e Coesione) appare come una toppa, sia per la quantità di risorse sia per il fatto che vengono utilizzati per ritrovare equilibri di bilancio fondi già destinati ai nostri territori, che non risolve alla radice il problema dell’impoverimento degli enti locali che hanno il compito di fornire servizi a cittadini. E – conclude Sturniolo – Noi riteniamo che la partita politica aperta di fatto dalla manifestazione indetta dall’attuale capo della Città metropolitana di Messina apra lo spazio ad un nuovo protagonismo da parte di cittadini e amministratori che faccia della Sicilia il primo territorio nel quale si metta in discussione una reale ricontrattazione del debito e la redistribuzione delle risorse pubbliche a vantaggio dei Comuni.

 

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