La Sicilia dice addio a Salvatore Sperandeo, maestro del carretto siciliano

La Sicilia dice addio a Salvatore Sperandeo, maestro del carretto siciliano

All’età di 85 anni viene a mancare Salvatore Sperandeo, uno degli ultimi mastri nell’arte del carretto siciliano. Oggi Sperandeo rappresentava uno dei pochi interpreti di quest’arte insieme a Salvatore Contino e – prima della sua morte, avvenuta nel 2012 – Giuseppe Ducato.

 Sin dall’infanzia Salvatore sviluppa una vera e propria passione per questa forma d’arte tipica della tradizione siciliana.

La sua storia inizia a Termini Imerese nel 1935. Sin da bambino dimostra una predisposizione per il disegno, testimoniata anche da un aneddoto che era solito raccontare:  negli anni delle scuole elementari, disegnando la donzella de Il sabato del villaggio di Leopardi, avrebbe impressionato talmente tanto il suo maestro da meritarsi il suo elogio e quello dell’intera classe.

Nel 1942 Salvatore comincia ad imparare il mestiere di ebanista da suo padre. Già in quegli anni egli dimostra di avere grandi capacità diventando presto mastro di bottega. Dopo aver lavorato per anni con i migliori ebanisti della città, Salvatore arriva a conosce il mestiere in tutte le sue sfumature.

Decide così di aprire una bottega dove produceva mobili di vario genere. Comincia in questo periodo a rimanere affascinato dall’arte dei carretti siciliani e inizia quindi a studiarne i disegni e la struttura. La sua prima opera nasce quando i suoi figli gli chiedono di aggiustare una vecchia carretta da commerciante per poter giocare per le strade del quartiere.

Dagli anni Settanta comincia dunque a produrre carretti curati nei minimi dettagli, dando vita –  nel suo garage – a quello che diventerà una sorta di museo del carretto siciliano, conservando lì i suoi dipinti, disegni, sculture e, immancabilmente, i suoi carretti.

Pur ostacolato dalla quasi scomparsa dell’artigianato dovuto all’approdo della Fiat a Termini Imerese, nella quale tra l’altro lavorerà come operaio, Salvatore manterrà viva questa tradizione e la sua indole creativa.

Questa grande passione lo porterà ad intessere un rapporto di amicizia con il pittore Salvatore Contino grazie alla quale nasceranno magnifiche collaborazioni.

Dal 2000 Salvatore va in pensione, non senza aver tramandato questa arte ai nipoti Alessio Sperandeo, Salvatore Sperandeo Jr e Fabrizio Russello che mantengono viva la tradizione tutt’oggi.

 

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