Chiamata alla mobilitazione: chiudere Leonardo SPA! Contro le industrie di morte!

Chiamata alla mobilitazione: chiudere Leonardo SPA! Contro le industrie di morte!

CHIAMATA ALLA MOBILITAZIONE
Chiudere Leonardo SPA!
Contro le industrie di morte!
In solidarietà a chi lotta contro la guerra!

A partire dalle tre misure cautelari emesse dalla Questura di Palermo qualche giorno fa tra Palermo e Messina, che si inseriscono in un quadro di repressione del dissenso e di tentativi ben studiati di marginalizzare e isolare chi lotta contro il genocidio palestinese e la guerra, ci pare sempre più urgente rafforzare ogni forma di mobilitazione contro la macchina bellica dello Stato italiano e contro le imprese che la sostengono, rendendola un ghiotto affare per pochi e una tragica realtà per molti.

Tra tutte spicca l’italianissima Leonardo Spa, tra i maggiori produttori e esportatori di armamenti in Europa e nel mondo. Provando ad occultare e porre in secondo piano la propria natura di impresa di morte, la Leonardo Spa stringe relazioni e accordi con il mondo della ricerca e della formazione (un esempio l’intervento all’università con la fondazione Leonardo Med-or), partecipa ad eventi, collabora con soggetti pubblici e privati, presenzia a molte altre iniziative spesso camuffate dall’etichetta di “sviluppo e ricerca” o “innovazione tecnologica”.

Sappiamo che la verità è ben diversa: l’ 83% dei ricavi dell’impresa, partecipata statale al 33%, vengono infatti dal comparto militare che ne costituisce, nei fatti, l’ossatura economica ed imprenditoriale.
I fatti avvenuti in Sicilia, che vedono la limitazione della libertà di tre militanti per aver diffuso il video di un’iniziativa di protesta alla sede di Leonardo di Palermo, rappresentano un segnale del fatto che chi denuncia gli affari insangunati del governo italiano debba essere messo a tacere.

Facciamo quindi appello a tutte le realtà e le persone che lottano contro la guerra ad attivarsi nel proprio territorio per smascherare la Leonardo Spa e i suoi progetti di morte, a costruire iniziative e mobilitazioni con determinazione e creatività, a mostrare solidarietà attiva a chi è stato/a colpita dalla repressione lottando ancora più forte e rompendo il silenzio di complicità che vorrebbero imporci.

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