Tyrrhenian Link: via libera dal governo Musumeci

Tyrrhenian Link: via libera dal governo Musumeci
È ufficiale, il governo Musumeci ha dato il via libera, a Terna Spa, per la costruzione e l’esercizio della stazione elettrica di Caracoli a Termini Imerese.

L’opera è necessaria per la realizzazione del Tyrrhenian Link, il doppio elettrodotto in cavo sottomarino di 950 chilometri di lunghezza e 1000 Mw di potenza, che collegherà la Sicilia con la Sardegna e la penisola italiana. Il progetto prevede due tratte: quella Est, dalla Sicilia alla penisola, e quella Ovest, dalla Sicilia alla Sardegna.

L’obiettivo di terna è coprire un’importante porzione del mercato dell’energia e fare diventare l’Italia ( e quindi le regioni meridionali e le isole ) produttore e distributore di energia per l’Europa.

L’aggressione green ai territori siciliani

Il piano è quello di sfruttare i nostri territori in maniera intensiva ed estensiva per produrre energia elettrica “pulita”, da vendere cara a noi e, soprattutto, da esportare in continente.
Gli elettrodotti sottomarini, infatti, con la stazione di Termini Imerese completano l’investimento che Terna sta facendo in Sicilia per rinnovare e digitalizzare la rete di distribuzione dell’energia, potendo così usare la produzione proveniente dalle immense distese di campi eolici e fotovoltaici che imprese locali, nazionali e multinazionali vogliono realizzare ( lo stanno già facendo) in tutta l’isola.

È già in atto quindi un nuovo attacco ai territori siciliani. Questa volta a condurlo non sarà però l’industria fossile, ma l’industria della transizione ecologica ( anche se gli attori sono gli stessi ), con buona pace degli attivisti ambientalisti che adesso insieme ad Eni, A2A e compagnia cantante, sostengono la realizzazioni di mega centrali di produzione di biogas e mega parchi eolici.
Con la scusa della cosiddetta “transizione energetica” e l’abbandono delle fonti fossili (in realtà, solo in parte), Sicilia e Sardegna si apprestano a diventare territori utili riempire le tasche dei padroni dell’energia sporca vestiti da benefattori green.

Un piano sostenuto da Governo regionale e, ovviamente, Stato Italiano a cui bisogna reagire con l’opposizione delle comunità territoriali e con il supporto di tutti quegli attori istituzionali che non voglio abbassare la testa e obbedire agli ordini dei capi bastone palermitani e romani.

 

 

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