La Sicilia (non) è zona di guerra

La Sicilia (non) è zona di guerra

L’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani ha riacceso il conflitto in Medio-Oriente e fatto riprecipitare la già precaria stabilità politica internazionale in una crisi che potrebbe condurre a grossi smottamenti anche alle nostre latitudini.

Mentre c’è chi vede il rischio concreto di una terza guerra mondiale, c’è chi – anche in questo caso – guarda i conflitti da lontano, in maniera distaccata, pensando che siano affari che non lo riguardano. In questa direzione giocano un ruolo centrale TV, giornali e social, utilizzati abilmente per costruire una precisa percezione collettiva, per evitare che la gente si renda conto di quello che sta accadendo nel mondo e del grado di coinvolgimento dell’Italia e della colonia Sicilia all’interno dello scacchiere imperialista statunitense.

Il governo italiano sta provando in tutti i modi a sminuire la situazione. Conte ci ha tenuto a precisare che l’Italia non ha un ruolo da protagonista in questo conflitto e si è limitato ad affermare: «sentita vicinanza a tutti i nostri soldati che svolgono con dedizione e professionalità la loro missione in Iraq e non solo. Faremo di tutto per tutelarli e per trovare soluzioni che impediscano una pericolosa spirale di conflittualità.». Dietro queste dichiarazioni si cela l’interesse di far percepire lo scontro USA – Iran come qualcosa che riguarda solo l’impegno militare dell’esercito in Iraq, un impegno che non riguarda i nostri territori, la nostra vita quotidiana.

Si è discusso molto, allo stesso tempo, della possibilità che i droni utilizzati per l’attacco al generale iraniano siano partiti da Sigonella e siano stati pilotati attraverso il sistema satellitare Muos di Niscemi. Ipotesi plausibile se si considerano i precedenti. Ci sarà un motivo se proprio Sigonella è considerata la capitale mondiale dei droni e se, in generale, la Sicilia è considerata una vera e propria portaerei nel Mediterraneo.

Per capire quanto la Sicilia sia profondamente interna a questo conflitto e a tutte le guerre intraprese dagli USA in Medio Oriente (e non solo) basta guardare la lunga lista di basi e presidi statunitensi nell’Isola.

A Sigonella [Ct] si trova la principale base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta (circa 3.400 tra militari e civili americani). Oltre a unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una. È base del programma di “sorveglianza terrestre” AGS (Alliance Ground Surveillance) che ha il compito di assicurare la protezione delle truppe di terra Nato e di migliorare la gestione delle crisi attraverso l’uso di droni e ponti radio terrestri. Molti hanno espresso preoccupazioni riguardo ai rischi per il traffico aereo civile e per le stesse popolazioni del continente, in primis i siciliani che vivono a due passi dalla Main Operating Base. La base siciliana, inoltre, ospita da due anni il cosiddetto UAS SATCOM Relay Pads and Facility, il sito per supportare le telecomunicazioni via satellite e le operazioni di tutti i droni dell’Aeronautica e della Marina militare statunitense, ovunque essi si trovino.
L’aereoporto di Palermo Punta Raisi è anche base saltuaria dell’Usaf.
Portaerei, fregate missilistiche e navi munizioni di Stati Uniti e NATO approdano anche nei porti “commerciali” di Palermo, Messina e Catania, così come caccia e bombardieri sono autorizzati a utilizzare gli scali di Fontanarossa, Palermo-Punta Raisi, Trapani Birgi, Pantelleria e Lampedusa.
Isola delle Femmine (Pa) ospita un deposito munizioni Usa e Nato.
In provincia di Ragusa è presente Comiso, chiusa alla fine degli anni novanta. Tutt’oggi, sulla parte meridionale della pista sono ancora visibili i bunker che accolsero le testate nucleari americane.
Ad Augusta (Sr), una base della Sesta flotta e deposito munizioni. Costituisce il principale centro di rifornimento di carburanti e armi della Marina militare USA nel Mediterraneo.
A Motta S. Anastasia (Ct), a Caltagirone (Ct), a Monte Lauro (Sr), a Centuripe (En), a Marina di Marza (Rg) si trovano stazioni di telecomunicazioni Usa.
Niscemi (Cl) ospita la base del NavComTelSta (comunicazione Us Navy). La stazione di telecomunicazioni di Niscemi è attiva dal 1991. Si tratta di una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano: 1.660.000 metri quadri di terreni boschivi e agricoli entrati nel settembre 1988 nella disponibilità del Demanio pubblico dello Stato – Ramo Difesa Aeronautica Militare, dopo l’acquisizione dalla Olmo S.p.A. di Catania.
La Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi assicura le comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) della Marina militare Usa. Un’infrastruttura a uso esclusivo delle forze armate statunitensi, come scritto nell’Accordo tecnico tra il Ministero della difesa e il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America riguardante le installazioni in uso alle forze USA di Sigonella, firmato a Roma il 6 aprile del 2006 dall’ammiraglio N. G. Preston, comandante US Navy per la regione europea, e dal generale Mario Marioli dell’esercito italiano. Come si legge nell’accordo, l’uso esclusivo «significa l’utilizzazione dell’infrastruttura da parte della forza armata di una singola Nazione, per la realizzazione di attività relative alla missione e/o a compiti assegnati a detta forza dallo Stato che l’ha inviata». A esplicitare ulteriormente la piena sovranità di Washington, la tabella annessa all’accordo con l’elenco delle infrastrutture di «proprietà ed uso esclusivo» USA a Niscemi: il sito di trasmissione e l’antenna a microonde; l’Helix House e l’antenna a bassa frequenza LF; un magazzino di stoccaggio; un edificio per la protezione antincendio; un serbatoio d’acqua; un’officina di manutenzione elettronica; 37 antenne ad alta frequenza HF. (da nomuos.info)
Infine a Trapani si trova un’altra base Usaf con copertura Nato, nell’Isola di Pantelleria (Tp) un centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato, mentre a Lampedusa (Ag) una base della Guardia costiera Usa. Centro d’ascolto e di comunicazioni Nsa. Appare assurdo che anche in un’isoletta di appena 20 km² sia presente una base militare.

Da questo folto elenco risulta chiaro il ruolo di portaerei nel Mediterraneo che la Sicilia ricopre. Un ruolo che lo Stato Italiano, legato agli Stati Uniti dalla sua adesione alla Nato, le ha imposto in quanto colonia interna.
Lo spazio aereo siciliano è totalmente controllato dagli USA, così come quello terrestre e quello portuale.
Vi sono intere zone completamente sotto la giurisdizione americana, alle quali non si può nemmeno accedere.

La sua posizione strategica e di centrale importanza rende, dunque, verosimile la possibilità che i droni che hanno ucciso Soleimani possano essere partiti proprio dalla base di Sigonella, controllati dal MUOS.
In questo caso si tratterebbe di una guerra mossa dalla Sicilia senza la volontà di chi questo territorio lo abita. Una guerra, insomma, che i siciliani non hanno scelto e non vogliono, ma all’interno della quale potrebbero essere direttamente coinvolti.
Ciò può avvenire grazie al rapporto coloniale che lega la Sicilia all’Italia, la quale ricopre, a sua volta, un ruolo di fantoccio nei confronti degli Stati Uniti.

Nonostante risulti complesso delineare con precisione il ruolo che l’Isola ricopre in questo conflitto, gli ultimi avvenimenti devono comunque richiamare l’attenzione sul tema della guerra, sul coinvolgimento dei Governi e sull’estraneità dei popoli alle decisioni dei pochi.

I siciliani, però, non resteranno a guardare.
Tante sono state le lotte negli anni contro la presenza di queste basi. Lotte che si rinnovano più che mai in queste fasi in cui si palesa il loro ruolo esecutivo nelle politiche imperialiste e guerrafondaie degli USA.
Diverse manifestazioni sono state già annunciate in giro per la Sicilia. In particolare, domani, a Palermo, alle 17.30 si svolgerà un presidio davanti al consolato USA organizzato da diverse realtà cittadine. https://facebook.com/events/s/noguerra-manifestazione-davant/814265818986117/?ti=cl

A Messina: https://facebook.com/events/s/no-alla-guerra-via-le-basi-usa/511392486395010/?ti=cl

A Sigonella domenica: https://facebook.com/events/s/manifestazione-regionale-a-sig/2226755690962285/?ti=cl

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