Il tallone d’Achille della quarantena. Ipocrisie e caccia all’untore. Di Turi Palidda

Il tallone d’Achille della quarantena. Ipocrisie e caccia all’untore. Di Turi Palidda

Pubblichiamo un nuovo contributo di Turi Palidda in merito alle misure di quarantena, al governo dell’emergenza e le contraddizioni che emergono.

Un fatto mostra che le misure di quarantena sono vane: i lavoratori sono costretti ad andare a lavorare e spesso senza le precauzioni indispensabili e in luoghi non sanificati. Essi rischiano di essere contaminati e di contaminare famigliari e la gente che incontrano andando a fare le compere. La Cina ha avuto meno morti dell’Italia perché ha fermato tutto!

L’Italia, come tutti gli altri paesi, ha ritardato le misure di contenimento contro la pandemia inoltre assai parziali e senza i dispositivi e i mezzi necessari.

1) I lavoratori sono costretti ad andare a lavorare in strutture e con mezzi non sanificati e senza le necessarie precauzioni. Di conseguenza, sono ad alto rischio di essere infettati e, a loro volta, di infettare i familiari e gli altri che incontrano quando vanno a fare la spesa o sulla strada da casa al lavoro. A Milano, il 40% degli abitanti non rimane a casa perché va al lavoro: il 50% degli uffici pubblici per attività produttive e servizi sono in funzione.

2) Le strutture sanitarie -dopo i tagli di bilancio degli anni passati (37 miliardi di tagli)- sono insufficienti e talvolta penose. La prova è che anche il personale medico non era in condizioni di sufficiente precauzione e ha avuto decine di morti! (già 14 medici sono deceduti più dozzine di altro personale paramedico).

3) In Cina ci sono stati meno morti che in Italia anche perché tutto era chiuso (e non per la gestione totalitaria dell’emergenza). A Singapore non ci sono state quasi vittime perché l’intera popolazione è stata sottoposta a tampone. In Italia e in Europa non abbiamo nemmeno tamponi sufficienti per le persone che hanno già evidenti sintomi di contaminazione.

4) Ancora una volta questo è il modo in cui la gestione liberista dell’emergenza riduce considerevolmente le possibilità di arginare la pandemia. L’economia non dovrebbe essere fermata, dicono tutti i leader al potere (in testa Macron e Trump). È quindi probabile che avremo un bilancio delle vittime abbastanza elevato. Come dice lo specialista in malattie infettive Galli, “Abbiamo numeri spaventosi (morti e contaminati) ma continueranno a salire. Abbiamo troppe persone in circolazione”. Nel frattempo scopriamo che mezzo milione di tamponi sono stati venduti da un’azienda di Brescia agli Stati Uniti.

5) Molti media e benpensanti paladini della tolleranza zero in ogni buona occasione favorevole a questo effetto si sono scatenati ad additare alcuni giovani sorpresi a passeggiare come se fossero untori. Per questi nuovi moralisti paladini dell’ordine della disciplina sanitaria, è tuttavia corretto che milioni di lavoratori siano esposti ai rischi di contaminazione essendo costretti a lavorare in luoghi non disinfettati e senza un’adeguata protezione. E a rischio di contaminare le loro famiglie e le persone che incontrano. E questo vale anche per il personale sanitario colpito dal numero di decessi per contaminazione da virus. Perché in Italia come altrove non abbiamo fermato le attività militari e non le abbiamo convertite alla produzione di attrezzature mediche?

È sempre la logica liberista che esclude lo stop dell’economia (cioè dei profitti) che rimane intoccabile e come si affrettano a dire governi e leader come Macron.

Le autorità sono responsabili della maggior parte dei decessi dovuti a Covid19 perché non hanno adottato tutte le misure per fermare tutte le attività non essenziali, perché non hanno mobilitato tutto il possibile per trovare l’attrezzatura necessaria per affrontare la pandemia, perché per trent’anni hanno tagliato le risorse per la salute pubblica e la prevenzione sanitaria. Perché non hanno requisito i tamponi venduti agli Stati Uniti e che avrebbero potuto salvare pazienti e anche il personale sanitario?

E questo ragionamento vale per la maggior parte dei decessi dovuti a contaminazione tossica. Pensiamo al caso di Taranto: perché gli operai delle acciaierie non sono stati messi in cassa integrazione tranne quelli da destinare alla riconversione del sito e al risanamento dell’area? Allo stesso modo perché in Francia non si è fatto lo stesso per lo stagno iperinquinato di Berre (vicino Marsiglia) come per gli altri siti contaminati? Per i bambini morti a Taranto come altrove, i responsabili sono prima di tutto le autorità politiche ed economiche che dovrebbero garantire soprattutto la salvaguardia della vita degli abitanti del paese.

E ancora: cosa accadrà agli immigrati senza permesso di soggiorno, ai detenuti anche nei Centri espellendi e ai lavoratori al nero?

Mobilitiamoci tutti per la regolarizzazione di tutti gli immigrati privi di documenti e di tutti i lavoratori al nero. E non dimentichiamo gli studenti delle scuole medie e delle superiori che non possono frequentare i corsi online perché non hanno un computer né un aiuto a casa. Avremo ancora un’altra “scrematura” sociale oltre all’eliminazione darwiniana di molti anziani più deboli e meno protetti? L’INPS sarà felice? I signori che da decenni dicono che si spende troppo per le pensioni (ma non per le loro che sono “d’oro”) stanno brindando ad ogni aumento dei morti per il Codiv19?

Questi sono gli effetti della gestione liberalista della pandemia: una guerra sanitaria, una guerra economica (a favore degli speculatori delle borse), una guerra per una nuova discriminazione sociale e darwiniana. Una guerra che nel frattempo avrà ulteriormente arricchito le banche e le grandi aziende sulla pelle dei lavoratori che rischiano e che dovranno pagare ancora di più per il debito pubblico che i governanti pretendono d’aver dovuto aumentare per «salvare la popolazione». Ma, come sottolinea qualche autore, la storia mostra che le epidemie hanno spesso provocato un risveglio della popolazione che diventa «più cosciente della (in)competenza delle élite dirigenti».

Resistiamo alla guerra contro la pandemia rivendicando giustizia economica e sociale, e reddito di quarantena per tutti gli operai.

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