Dopo gli inceneritori, la Regione autorizza una nuova mega-discarica a Lentini

Dopo gli inceneritori, la Regione autorizza una nuova mega-discarica a Lentini
Ancora una volta il territorio prescelto per una mega-discarica per rifiuti speciali non pericolosi è quello di Lentini; ed il privato pronto a devastare è ancora la famiglia Leonardi.

Nonostante il parere negativo rilasciato dal Libero Consorzio di Siracusa, rispetto al progetto presentato dalla Gesac due anni fa, l’Assessorato al Territorio ed Ambiente ha indetto una conferenza dei servizi per il 24 Maggio, dimostrando la volontà di continuare a procedere con le autorizzazioni di impianti di questo tipo, oltretutto a pochi chilometri dalla mega-discarica di Grotte S.Giorgio e dall’area di Pantano d’Arci, a Catania, scelta per la realizzazione dell’inceneritore per la Sicilia orientale.
Alla faccia della fine dell’era delle discariche private tanto sbandierata da Musumeci.

Oggi pomeriggio ci sarà un’assemblea pubblica nell’aula consiliare del Comune di Lentini, per informare la cittadinanza ed organizzare la risposta del territorio all’ennesima aggressione da parte degli imprenditori della munnizza.

 

Di seguito riportiamo il comunicato sul tema del Comitato Antudo Lentini:

Nel nostro territorio NON COSTRUIRETE PIÙ NIENTE che non vogliano gli abitanti e che danneggi ambiente e salute!!! 
Il 24 maggio, dopo due anni dalla presentazione dell’istanza di attivazione della procedura V.I.A., si riunirà la conferenza dei servizi per valutare il progetto di UNA NUOVA DISCARICA DEI LEONARDI (Agata Leonardi della GE.S.A.C.) in contrada Scalpello a Lentini.
Il progetto prevede una volumetria totale pari a 2.752.538 m3, più impianto di “valorizzazione” del biogas prodotto con potenzialità di 23 t/giorno. La progettazione è “naturalmente” della OWAC Engineering Company dell’ineffabile Rocco Martello (CEO and Founder dell’azienda, già coinvolto nelle inchieste delle Commissioni Parlamentari sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti del 2016, consulente ambientale di Leonardi e sodale del noto Gianfranco Cannova).

Non smettono mai di provarci

Eppure se risulta comprensibile l’accanimento degli affaristi dei rifiuti (per loro si tratta infatti di soldi, mentre per noi di inquinamento e danni alla salute), ciò che nell’ottica dell’interesse comune risulta OLTREMODO INCOMPRENSIBILE È LA POLITICA DEL GOVERNO REGIONALE E DEL DIPARTIMENTO ACQUE E RIFIUTI, oltre all’operato di ispettori e magistrati.
Sono TANTE LE COSE CHE NON QUADRANO al riguardo, ma proveremo ad elencarne alcune. Ci chiediamo, ad esempio:
1. come sia possibile che il Dipartimento Regionale continui a portare avanti procedimenti amministrativi relativi ad imprese coinvolte in processi per disastro ambientale;
2. come mai le indagini sul caso Leonardi – nonostante le eloquenti intercettazioni – non hanno toccato il Dipartimento Regionale ed il rispettivo assessorato ossia gli organi che approvavano gli scempi che siamo costretti a vivere;
3. come mai proseguono le procedure di approvazione di vecchi progetti che non corrispondono più alle indicazioni del nuovo (e certo discutibilissimo) Piano dei rifiuti regionale, come ad esempio sottolineato nel parere negativo al progetto della discarica in contrada Scalpello rilasciato dal Libero Consorzio Di Siracusa;
4. com’è possibile tra l’altro approvare un impianto per il “trattamento di terreni contaminati” (Eta OWAC di Rocco Martello) in contrada Grotte S. Giorgio, ovvero in un sito su cui si sta (teoricamente) ancora accertando l’entità del danno arrecato dallo stesso cartello di imprenditori che opera nel settore da decenni.

La risposta a queste domande sta nel ferreo legame tra partiti, burocrazia e affaristi

In questo sistema si continua a privilegiare il profitto degli attori economici privati e spesso anche in veste di “pubblici”; si evitano con cura tutte le possibili soluzioni stabili ed economicamente vantaggiose per le comunità e si opta per quelle di gran lunga più costose, inefficaci ed anche dannose, ma che portano soldi agli affaristi; con scellerata premeditazione non si investe un solo euro per rendere davvero efficace la differenziazione dei rifiuti ed il riciclo e non si interviene legislativamente sulle fasi di produzione, distribuzione e consumo dei beni.
È questo il sistema con cui – sull’onda emotiva dell’EMERGENZA VOLUTA – si aprono le strade agli inceneritori.
Proprio come sta accadendo in questi giorni a Lentini dove i soliti politici (ed ex politici) con arroganza e plateale ignoranza li ripropongono come “soluzione ottimale”.
Eppure è ormai risaputo che si tratta di impianti inquinanti ed economicamente in perdita, se non fosse per i contributi che dovrebbero essere destinati alle vere fonti rinnovabili.
Oh certo questi impianti fanno abbassare se non azzerare le statistiche de rifiuto urbano conferito in discarica, ma solo perché quel rifiuto urbano si trasforma in “rifiuto speciale pericoloso” e quindi non più conteggiato come proveniente da rifiuto urbano.
Ma sono frottole e FROTTOLE CRIMINALI sostenere che gli inceneritori, ribattezzati “termovalorizzatori”, ci liberino dalle discariche o addirittura che “toglieranno il pane ai proprietari delle discariche” (rimandiamo alla recente intervista a Favoino sul tema qui).
Com’è risaputo – anche se sempre taciuto e nascosto – questi impianti non sono solamente inquinanti ma necessitano di apposite discariche per rifiuti pericolosi. E non è assolutamente un caso se l’ing. Rocco Martello (il consulente di Leonardi) con la sua Eta OWAC abbia ancora in corso una procedura per la costruzione – sempre a Grotte San Giorgio – di una discarica pronta ad accogliere questo tipo di rifiuti.
«Lentini ha già dato» abbiamo sentito dire contro il progetto della discarica: uno slogan spietatamente egoista e assolutamente falso.
Lentini non ha DATO nulla. Lentini se la sono presa e continuano a prendersela per come meglio credono, per farne quello che vogliono, quando e come vogliono, magari – com’è già accaduto – servendosi di qualche amministratore locale o regionale. E si stanno prendendo tutti i territori che non lottano per difendersi.
Noi viviamo nel bel mezzo di una grande filiera dei rifiuti, attorno a cui molti altri impianti gravitano e vicino alla quale nuovi affaristi (e vecchi affaristi camuffati) ambiscono ad avvicinarsi per comodità logistica e bassi costi di trasporto.
LA QUESTIONE che poniamo agli abitanti di Lentini è ancora una volta questa: COSA VOGLIAMO FARE DEL NOSTRO TERRITORIO E DELLA NOSTRA SALUTE? CHI DEVE DECIDERE?
– Tutte le DECISIONI che riguardano il nostro territorio spettano agli ABITANTI.
– Solo la nostra più RADICALE OPPOSIZIONE può fermarli.
– Solo la nostra capacità di DAR FORZA ALLE ALTERNATIVE REALI CI PORTERÀ ALLA VITTORIA.

 

 

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