Fincantieri: 70 lavoratori a rischio licenziamento «la colpa è anche dello Stato»

Fincantieri: 70 lavoratori a rischio licenziamento «la colpa è anche dello Stato»
Ieri mattina un centinaio di lavoratori della cooperativa Rinascita Picchettini, che opera all’interno dei cantieri navali di Palermo, si sono radunati davanti ai cancelli dello stabilimento per protestare contro l’ingiustificata decisione di Fincantieri di non riammettere a lavoro i dipendenti. «Non moriamo di Covid, ci fanno morire di fame»; «giustizia per 70 famiglie fuori»; «vogliamo il nostro lavoro»: queste le frasi che si leggono sugli striscioni appesi ai cancelli dello stabilimento.

L’interdittiva del Prefetto e la reazione di Fincantieri

L’allontanamento dei lavoratori era avvenuto a causa di una interdittiva del Prefetto per infiltrazioni mafiose nella cooperativa. Il procedimento aveva sospeso tutti i contratti.

Con un ricorso al Tar da parte dei dipendenti l’interdittiva è stata sospesa, ma il Prefetto e Fincantieri stanno continuando a tenere fuori i lavoratori. Il tutto reso ancora più grave dalla scelta della dirigenza di licenziare sette lavoratori siciliani dalla sede palermitana, per sostituirli con i dipendenti di una ditta di Trieste.

La protesta dei lavoratori: la colpa è di Fincantieri e dello Stato

È contro di loro infatti che è stata organizzata la protesta. 70 famiglie sono rimaste in mezzo a una strada. Il tutto giustificato da una nota di qualche riga di Fincantieri che definiva i lavoratori come “non più benvenuti”, annunciando così la mancata riammissione di tutto il personale.

«Siamo qua a manifestare perché Fincantieri dopo 46 anni di onorato servizio ci ha buttati in mezzo alla strada. Il Prefetto ci ha mandato un’interdittiva sospendendoci tutti i contratti. Abbiamo fatto ricorso e il TAR già ha sospeso l’interdittiva e ancora il prefetto e Fincantieri continuano a tenerci fuori e farci perdere il posto di lavoro. Stanno facendo intervenire un’altra ditta di Trieste, evidentemente avevano già tutto calcolato, ci dovevano buttare fuori perché la cooperativa è stata sempre una spina nel fianco per Fincantieri. Noi siamo stati protagonisti delle lotte, abbiamo sempre denunciato il lavoro in nero, il caporalato dentro il cantiere. La Picchetti ha fatto battaglie a fianco di Gioacchino Basile combattendo la mafia. La cooperativa è stata fondata dai nostri nonni. Noi siamo la quarta generazione. Il signor Prefetto però ha già dato la sua sentenza: ha detto “sono mafiosi”». Queste le parole di Vincenzo Pirrotta, un lavoratore della cooperativa che punta così il dito contro Fincantieri e il Prefetto di Palermo

«Il Governo fa i decreti contro i licenziamenti e lo Stato ci fa licenziare. È proprio per colpa dello Stato che siamo qua: per colpa del prefetto» – concludono. Chiedono un intervento immediato delle istituzioni per costringere Fincantieri a reintegrare tutti i lavoratori.

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