Appello di un siciliano in Iran: «USA tolgano le sanzioni, impossibile affrontare pandemia»

Appello di un siciliano in Iran: «USA tolgano le sanzioni, impossibile affrontare pandemia»

Se gli USA non tolgono le sanzioni all’Iran non potremo affrontare la pandemia. L’appello di un siciliano bloccato in Iran.

Di Metis Bombaci

Il COVID-19 è una pandemia, ormai ce lo ripetono tutti. Radio, tv, internet ci bombardano di messaggi sul COVID-19 tanto che ormai sembra diventato l’unico problema di questo pianeta. Eppure è già sotto gli occhi –e sulla pelle- di tutti che l’evolversi del virus contagia anche le economie e le politiche dei governi di tutto il mondo. La pandemia è direttamente legata al modello di sviluppo capitalistico, non è più semplicemente un fatto che attiene all’ambito sanitario, ma un fattore che gioca un ruolo importante anche a livello geopolitico.

<<Una pandemia comporta una trasmissione sostenuta attraverso molteplici generazioni dell’agente infettivo in molti Paesi su scala globale>> spiega Matthew E. Levison, MD, Adjunct Professor of Medicine, Drexel University College of Medicine. La pandemia è il risvolto di un mondo iper-interconnesso e come tale dovrà essere affrontata globalmente. Questo è quanto ha precisato anche il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus nella conferenza stampa dell’11 marzo su COVID-19: <<Ho detto fin dall’inizio che i Paesi devono adottare un approccio di governo costruito attorno a una strategia globale per prevenire le infezioni, salvare vite umane e ridurre al minimo l’impatto>>. (Qui il testo della conferenza stampa)

Eppure in questo quadro in cui sembra necessaria una cooperazione che attraversi le frontiere proprio come fa il virus, assistiamo a tutt’altro. Ci riferiamo alle sanzioni che il presidente degli U.S.A. Donald Trump ha imposto all’Iran, sanzioni che impediscono al governo iraniano di approvvigionarsi di medicine e apparecchiature mediche essenziali per il contrasto e la diffusione del virus. Cina, Russia e Pakistan hanno chiesto la sospensione delle sanzioni e vogliamo che lo stesso faccia il governo italiano.

Concludiamo con l’appello di Gioele Zisa, ricercatore siciliano presso l’Università di Palermo. A novembre si è recato in Iran insieme alla moglie iraniana. Allo scoppio dell’epidemia ha scelto di sostenere una volontaria quarantena. Qui il testo del suo appello rimasto inascoltato da tutte le autorità a cui si è rivolto:

Quando il consolato italiano a Teheran e la Farnesina si occuperanno di un piano d’emergenza per noi Italiani bloccati in Iran? Capisco la situazione drammatica in tutto il mondo, ma l’Iran ha una situazione particolare:
– TERZO focolaio al mondo con già 1000 morti. [NdR: ad oggi 1.284 morti e 18.407 casi confermati di COVID-19]
– un paese sotto sanzioni che colpiscono anche i farmaci e le attrezzature medicine e che ostacolano l’arrivo di aiuti dall’Onu e da altre istituzioni internazionali.
–  stiamo esaurendo i soldi e non possiamo prelevare perché l’Iran è fuori, per via delle sanzioni, dai circuiti finanziari internazionali. I contanti quando finiscono finiscono!
– i visti stanno per scadere e se andiamo agli uffici immigrazione così affollati c’è il rischio molto concreto di essere contagiati.
– non siamo stati messi a conoscenza di eventuali piani di assistenza sanitaria da parte delle autorità italiane che qui ci rappresentano.

Basta sanzioni all’Iran. Il governo italiano prenda una posizione e subito.

 

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