Agghiurnò!

Agghiurnò!
Oggi, 19 Marzo 2022, ricorre la festa di San Giuseppe. Anche quest’anno, a Palermo, agghiurnò!

Nonostante tutto, San Giuseppe continua ad essere celebrato in tantissimi territori e qui – a Palermo – migliaia di famiglie sperano che il fuoco della vampa possa trascinarsi via tutta la malasorte, la devastazione e la povertà che i governi, in questi ultimi anni, hanno portato sulle nostre città, paesi e comunità.

La vampa, una enorme catasta di legno costruita da bambini e adulti a cui viene appiccato il fuoco, diventa un simbolo.

Foto di Salvatore Sanzone

La tradizione delle vampe

Le vampe rivestono ancora oggi, secondo tradizione, funzione di purificazione. Bruciano le influenze negative; il rito del fuoco, connesso con l’ancestrale culto del sole, ha il remotissimo valore di scacciare il freddo e la magra stagione. In virtù di ciò, ecco che esso rimane attuale nei quartieri popolari, proprio laddove gli effetti della crisi economica, dello sciacallaggio e delle inadempienze della casta politica si avvertono con maggior forza.

Rosse, colorate, scoppiettanti e notevolmente calde, avvolgono i bambini e l’intera borgata. C’è chi lo traduce in un gioco, chi in un atto estremo di vandalismo, chi in una luce di speranza in un periodo buio e di grande incertezza.

Ciò che non può essere calpestata è la funzione che oggi assume nel ricordo dei tempi migliori, in cui le vampe altissime erano un rito sacro intoccabile e quasi propiziatorio.

Ma fare una vampa richiede tanto tempo e sacrificio, un momento importantissimo per i picciutteddi dei vari rioni; gli stessi che cominciano a preparare la legna settimane prima. Ed ecco che girando per i quartieri, nei vicoli, si vedono decine di bambini trascinare assi, pedane, e pezzettini di legno, e conservarli attentamente in attesa della notte tra il 18 e il 19 Marzo.

 

Palermo 2022

La riscoperta non è un tuffo nel passato, un tuffo folkloristico utile solo alla memoria e alla conoscenza. La riscoperta è una valorizzazione, di tutti gli aspetti – positivi, negativi – legati alla storia di un territorio.

Vedere i quartieri della Kalsa, Albergheria, Zisa, Arenella, Oreto illuminarsi significa essere ancora dentro ad un processo di resistenza e di difesa di tradizioni, non legate ad una condizione esclusivamente rituale, ma di appartenenza della gente alla propria storia e alle proprie usanze.

Foto di Salvatore Sanzone

Anche quest’anno, non sono mancati episodi di conflitto con uomini in divisa, difensori dell’omologazione e dell’ordine pubblico.

In via Imera, tra via Colonna Rotta e il quartiere della Zisa, le forze dell’ordine hanno tentato di respingere un gruppo di giovani durante la celebrazione del fuoco. Armati di scudo e manganello avanzano nel tentativo di spaventate i picciriddi. Ma andati via, a suon di pietre e uova, ecco che i bambini riprendono ad appiccare il fuoco, sia per sfida che per principio. Sono loro che decidono cosa fare nel proprio pezzo di territorio.

Ecco che la vampa diventa centro di decisione contro chi dall’alto dovrebbe far rispettare una legge che non ci appartiene.

Agghiurnò! Viva, viva San Giuseppi!

 

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