Palermo: universitari in piazza per il diritto allo studio

Si è svolto stamani il corteo degli studenti universitari di Palermo per difendere il proprio diritto al posto letto e alle borse di studio.

Fin dalle prime ore di questa mattina Viale delle Scienze ha visto centinaia di studenti universitari radunarsi di fronte l’Edificio di Lettere e Filosofia per poi muoversi in corteo verso piazza del Parlamento, sede dell’Ars.  Tante le bandiere della Sicilia, numerosi i cori che in maniera netta hanno espresso le istanze dei giovani manifestanti: “Senza diritti e senza dignità questa non è la mia Università”, “Borse di studio ed alloggi decenti è questa la lotta degli studenti”.
All’Ars alcuni rappresentanti della mobilitazione hanno partecipato alla seduta della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro a cui sono stati inviati Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, Salvatore Taormina, dirigente generale Dipartimento regionale istruzione e formazione professionale e Giuseppe Amodei, commissario straordinario Ersu di Palermo. La commissione è stata indetta in seguito alla protesta #idoneiallostudio che nel corso di tutta la scorsa settimana ha rivendicato con determinazione il diritto al posto letto e alla borsa di studio.

Sono oltre duemila gli studenti risultati idonei ma non assegnatari di posto letto secondo le ultime graduatorie dell’Ente regionale per il diritto allo studio. Dietro, tante famiglie con difficoltà economiche evidenti (il primo escluso ha un ISEE di circa 2800 euro) che non possono permettersi un affitto. Così, i giovani si troveranno di fronte alla scelta obbligata di rinunciare agli studi o, come spesso accade, di trasferirsi in altri Atenei, per lo più del Centro Nord, in cui i benefici sono garantiti a tutti. La battaglia degli universitari di Palermo, infatti, si lega indissolubilmente con la lotta per fermare l’emigrazione dalla Sicilia. “Vogliamo studiare e vogliamo farlo nella nostra terra” : questo è uno degli slogan che ha accompagnato tutto il percorso.

Sono andati a bussare alle porte dei palazzi del potere, quelli in cui vengono prese decisioni che hanno diretta conseguenza sulla vita dei siciliani e delle siciliane. Decisioni prese e calate dall’altro, mai rispondenti alle esigenze dei cittadini, soprattutto dei più giovani.

Gli studenti oggi hanno dato un segnale importante: non sono più disposti ad accettare altre ingiustizie. Continueranno a organizzarsi e scendere in piazza fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo preposto: 100% di posti letto e borse di studio.

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