Trivellazioni in Val di Noto: si può ancora vincere!

Due giorni fa è arrivato il no del Tar di Catania alla richiesta di sospensione delle ricerche petrolifere nella Val di Noto. Un’area che interessa le provincie di Catania, Ragusa, Siracusa, Caltanissetta e Enna. Si trattava del ricorso presentato dal Comune di Noto. È stato rigettato perché l’area dove dovrebbero avvenire le ricerche non ricade all’interno dei confini comunali.

Il Tar di Catania non entra, dunque, nel merito del ricorso presentato dal Comune di Noto ma lo rigetta perché il comune non avrebbe l’interesse a bloccare le trivellazioni nella valle del sud-est della Sicilia. L’area interessata non ricade nel territorio di Noto quindi non c’è altro da aggiungere. Ma la partita non è ancora chiusa.  C’è un altro ricorso presentato al Tar di Catania che aspetta ancora di essere vagliato. A presentarlo sono state le associazioni del territorio come Legambiente Sicilia, WWF, Italia Nostra e Zero Waste Sicilia coordinate dal comitato notriv Val di Noto e assistite anche dal costituzionalista Enzo Di Salvatore componente del coordinamento nazionale notriv e estensore del referendum sulle trivelle. Questo ricorso – secondo il comitato – costringe il Tar ad entrare nel merito della questione. Un altro ricorso che costringerà il Tar ad entrare nel merito è quello presentato dal comune di Modica che si trova all’interno dell’area interessata dalle eventuali ricerche.

Il fronte notriv è ampio e si allarga sempre di più. Anche i comuni stanno facendo la loro parte. Oltre Modica sono in tutto 16 i comuni del distretto turistico del sud-est che hanno votato all’unanimità l’interpello presentato al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere di bloccare le ricerche petrolifere nel territorio siciliano.

Un intero territorio di indubbia bellezza e grande valore che nel 2002 ha ricevuto il riconoscimento dall’Unesco rischia di essere distrutto dall’ennesimo progetto per la ricerca e l’estrazione di petrolio. Un progetto che ha ricevuto le autorizzazioni dalla Regione Siciliana. Come al solito si è dato il lascia passare ad una multinazionale senza interpellare chi in quel territorio ci vive e si ritroverebbe a fare i conti con le conseguenze di un insediamento del genere. Un atteggiamento che non può più essere accettato e che va contrastato con ogni mezzo. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *