Trapani e Marsala per il rilancio dell’aeroporto di Birgi

Gli abitanti di Trapani e Marsala hanno fatto partire una campagna per impedire la chiusura dell’aeroporto di Trapani. L’obiettivo è evitare che la provincia in questione rimanga completamente isolata. Quindi si richiede alle istituzioni di investire per il rilancio dell’aeroporto e in generale delle infrastrutture che collegano il trapanese al resto della Sicilia e dell’Italia.

C’è preoccupazione tra i cittadini di questo territorio e proprio per questo si stanno organizzando per costringere il governo regionale e quello centrale a risolvere il problema immediatamente. La campagna appena partita infatti si chiama “Se volo…Voto!” e parla chiaro: i cittadini si assterrano dal voto per le prossime elezioni europee se, fino a quella data, niente verrà fatto per il rilancio dell’aeroporto di Birgi.

La campagna è partita con una grossa manifestazione. Due giorni fa nel centro storico di Trapani in 1000, tra studenti e tassisti, hanno sfilato per dire basta all’isolamento che vive attualmente il loro territorio e chiedere soluzioni immediate. “Trapani sta subendo un tragico isolamento dopo il drastico ridimensionamento dell’Aeroporto Vincenzo Florio, i porti sono imbalsamati da una burocrazia lenta e latente, la ferrovia inefficiente e impietosa, i collegamenti su gomma insufficienti anche e soprattutto nel collegare il territorio con porti e aeroporti di Trapani e Palermo”, sono queste le parole di chi interviene durante la manifestazione. Il governatore Musumeci si è espresso proponendo la fusione tra i due aeroporti della Sicilia Occidentale e Orlando continua a fare orecchie da mercante sulla proposta cannibalizzando egoisticamente il traffico su Birgi. E, sempre secondo i manifestanti, l’ offerta turistica della provincia di Trapani negli ultimi anni è cresciuta notevolmente e se collegata a sistema con Palermo potrebbe diventare una grande realtà turistica internazionale sfruttando i due aeroporti in un sistema integrato capace di reggere grandi flussi. Inoltre, dicono, “La Regione Siciliana deve accelerare il processo di aggregazione degli aeroporti dell’isola se crede veramente che questo progetto sia la soluzione definitiva al problema, e nel frattempo deve fare in modo che Airgest abbia un management capace e legato possibilmente al territorio e alle sue necessità. Mancano infatti ancora oggi le figure di Amministratore Delegato, Direttore Generale e un membro del Consiglio d’Amministrazione”. Si chiede inoltre che la ferrovia venga ristrutturata e messa in condizione di collegare i punti focali della provincia con gli aeroporti di Trapani e Palermo, attraverso treni nuovi e veloci. Ma anche il trasporto su gomma reso più efficiente con tratte più frequenti dalle città più importanti della provincia, porti, stazioni ferroviarie ed aeroporti. “Vogliamo un territorio integrato e collegato in modo efficiente. Siamo tutti siciliani e bisogna crescere come territorio e non solo come città o società di gestione collegata al comune di Palermo”.

I manifestanti fanno inoltre sapere che la protesta non si esaurirà con il corteo di ieri ma proseguirà con mobilitazioni.

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