Torregrotta (ME): mancano i medici, ridotte prestazioni del PTE

Ai governanti siciliani sembra non importare nulla della salute dei cittadini.
A pagarne le conseguenze, questa volta, sono gli abitanti di Torregrotta. Le prestazioni del “Punto territoriale di emergenza” (PTE) sono state ridotte. Dall’1 dicembre i torresi non potranno più beneficiare tutti i giorni di prestazioni mediche. Il PTE è autorizzato ad aprire solo una volta alla settimana e in orari ben precisi. Per il mese di Dicembre i turni garantiti riguardano solo i giorni 10, 13, 17 e 18.

Ai medici disponibili è stato prescritto di svolgere esclusivamente 38 ore settimanali e di garantire la copertura del servizio di ambulanza. Solo i turni residuali potranno essere dedicati al PTE. Ciò significa, di fatto, che non sarà più possibile beneficiare di prestazioni mediche quotidiane, dalle 8 alle 20.

A causare tutto ciò, come già sappiamo, è la carenza di medici in organico. A Torregrotta i medici sono cinque a fronte dei sette previsti.
La posizione centrale del PTE di Torregrotta rispetto al comprensorio aveva rappresentato, fino a ora, una garanzia per la salute dei cittadini. Si consideri anche la vicinanza a impianti industriali altamente inquinanti come la raffineria di Milazzo.
Solo dall’inizio dell’anno fino al 30 novembre si erano già garantite 4.000 prestazioni, registrati 2.000 accessi ed effettuati 2.500 interventi con l’ambulanza. Un servizio rivolto a circa 50.000 persone.

Quello della mancanza di medici continua a essere un problema enorme in Sicilia, causa di una situazione emergenziale. La soluzione, pertanto, non può essere la formazione di medici – come previsto dal “piano emergenza medici” promosso dall’Assessore Razza (vedi qui) – poiché prevede tempi lunghissimi.
La risposta deve avere un riscontro immediato al fine di evitare il più possibile chiusure di ospedali e ulteriori disagi per l’utenza.

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