Anticipazioni SVIMEZ 2019: il Sud decresce e si svuota

Dalle anticipazioni del rapporto SVIMEZ del 2019, dopo un triennio di lenta ripresa per il mezzogiorno, emerge un doppio divario nella crescita tra Italia e Media UE e tra regioni del Sud e regioni del Centro-Nord.

Si allarga il divario tra Nord e Sud

Nel 2018 il PIL nelle regioni del Meridione è cresciuto dello 0,6%, a fronte della crescita dello 0,9% in Italia e del 2,0% in Europa. Si è registrato un generale rallentamento rispetto all’anno precedente.

Se si osserva la variazione del PIL nel periodo 2008-2018 si ha un quadro più chiaro della preoccupante situazione. Si fa sempre più evidente che il divario tra Sud e Nord non accenna a diminuire.

2018

2008-2018

MEZZOGIORNO

+0,6 %

-10,4%

CENTRO-NORD

+0,9%

-2,4%

UNIONE EUROPEA

+2,0%

10,8%

Un altro dato da sottolineare riguarda la forte disomogeneità nella ripresa delle Regioni Meridionali. In particolare la Sicilia risulta ultima fra le ultime, registrando nello stesso arco temporale (2008-2018) una variazione del PIL del -13,9% (peggio solo il Molise con il -20,3%).

Le ragioni di questa forbice tra la crescita delle due aree sono da ricercare principalmente nel ristagno dei consumi. Un ristagno che riguarda non solo i consumi delle famiglie, ma soprattutto, a dispetto di quanto viene spesso affermato, la spesa relativa ai consumi delle Amministrazioni Pubbliche. Nel 2018, infatti, al Sud la spesa per la Pubblica Amministrazione è scesa dello 0,6% in linea con la flessione considerevole dello 8,6% nell’ultimo decennio. Al Centro-Nord nello stesso periodo, invece, si evidenzia una crescita dell’1,4%.

La progressiva desertificazione dei territori del Mezzogiorno.

Quella che dal rapporto emerge come vera emergenza meridionale è l’emigrazione. Negli ultimi 15 anni le persone emigrate dal Sud sono state oltre due milioni e mezzo, di cui 132.187 solo nel 2017. Il dato è ancora più preoccupante se si pensa che la statistica tiene conto solo di coloro che hanno cambiato effettivamente residenza, senza considerare tutti coloro che decidono di lavorare o studiare all’estero o nelle regioni del Nord per diversi anni senza spostare la propria residenza.

Stiamo, di fatto, andando incontro a una progressiva desertificazione dei territori del Sud e in particolar modo dei piccoli centri, con un conseguente indebolimento dei servizi per il cittadino. I comuni del Sud con meno di 5 mila abitanti hanno perso negli ultimi 15 anni 250 mila abitanti.

Sicilia: Crisi dell’agricoltura ed abbandono scolastico.

Se ci si concentra sui dati rilasciati rispetto alla Sicilia, quest’ultima si colloca leggermente sotto la media di crescita delle altre regioni del Sud, facendo segnare un incremento del PIL dello 0,5 % nel 2018.

Tra le criticità sono da segnalare: la stagnazione del settore dei servizi (in crescita solo dello 0,1%) e, soprattutto, il tracollo del settore agricolo che registra un -4,2%.

Un altro dato parecchio preoccupante da segnalare è l’altissima percentuale di abbandono scolastico dopo il conseguimento della licenza media che in Sicilia raggiunge il 22,1% (solo dietro alla Sardegna). Questo dato si può interpretare tenendo conto dell’assenza di politiche a supporto delle fasce più deboli della popolazione.

Le previsioni per l’anno prossimo prospettano lo spettro della recessione.

L’Italia si ferma, il Sud entra in recessione. Nel rapporto vengono anche riportate le previsioni elaborate dalla SVIMEZ per il 2019, le quali non risultano essere incoraggianti. Infatti, nel 2019 in Italia si prevede un aumento del PIL dello 0,1%. Mentre nel Centro-Nord si dovrebbe registrare una lenta crescita (+0,3%), nelle regioni del Sud è prevista una recessione con una diminuzione del PIL dello 0,3%.

Secondo lo SVIMEZ le cause di tale recessione vanno ricercate nel rallentamento del commercio mondiale, dovuto allo svilupparsi di politiche sempre più protezionistiche in ambito commerciale e alle crescenti tensioni politiche. Nonostante ciò, le esportazioni sono la componente per cui si prevede una crescita più sostenuta, ed è evidente come ciò accentuerà ancor di più il divario tre le regioni del Sud e quelle del Centro-Nord, poiché quest’ultime sono notoriamente più coinvolte nei flussi commerciali verso l’estero.

2018

2019

                                                                                                                                                    Mezzogiorno

PIL

0,6%

-0,3%

Occupazione totale (unità di lavoro)

0,7%

-0,2%

                                                                                                                                                       Centro-Nord

PIL

0,9%

0,3%

Occupazione totale (unità di lavoro)

0,9%

0,1%

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