In Sicilia diminuisce l’occupazione e cresce la fuga dei giovani

Sono sempre di più i giovani in fuga dalla Sicilia. È questa la sintesi degli ultimi dati Eurostat. Emerge, infatti, che la Sicilia è la prima regione d’Italia per percentuale di giovani che partono per studiare altrove. La percentuale esatta è il 28%. A questo primato seguono i dati che riportano l’isola negli ultimi posti della classifica per percentuale di laureati. Su 450 regioni censite in Europa ci posizioniamo al 448esimo posto.
Questi dati, di per se allarmanti, si aggiungono a quelli pubblicati dal dossier Agi-Openpolis con riferimento ai dati Istat 2018. Si registra con evidenza che la differenza delle condizioni economiche tra le regioni del nord e le regioni del sud è in continuo aumento. In questo caso parliamo di tassi di occupazione. Le regioni del nord si attestano tutte sopra la media nazionale del 63% mentre quelle del sud, Sicilia e Campania in testa, vanno molto sotto il 50% registrando i tassi di occupazione più bassi dello stivale. La Sicilia è ferma al 44,1% in coda alla classifica. Se guardiamo le regioni del centro-nord, invece, le percentuali arrivano al 74,4% per l’Emilia Romagna e al 72,6% in Lombardia.
Se, quindi, la situazione delle regioni del nord dal 2008 a oggi è visibilmente migliorata, per le regioni del sud, invece, i dati permangono con il segno negativo. La percentuale sull’occupazione della Sicilia è, infatti, diminuita del 4,2%.
Rispetto a quanto emerge da questi dossier registriamo un atteggiamento distratto del governo regionale che, in questi giorni, si sta  dedicando ai numeri che riguardano l’aumento del turismo in Sicilia. Certo, questo può essere considerato comunque un indicazione di livelli di crescita ma forse non è abbastanza. Le attuali percentuali sull’occupazione in Sicilia, in continua diminuzione, sono fortemente preoccupanti e dovrebbero mettere in allarme l’attuale governo regionale oltre che quello nazionale. Il fatto che questo non accada non ci meraviglia ma ci convince sempre più del fatto che chi ci governa non ha assolutamente intenzione di cambiare rotta. 

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