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Si terrà un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia?

Mentre il primo ministro inglese, Theresa May, sembra voler percorrere la strada di una hard Brexit, avviando rapide trattative per concludere al più presto l’uscita della Gran Bretagna dai vincoli della Comunità europea, si affaccia la possibilità che Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese e leader dello Scottish National Party, chieda di indire un secondo referendum sull’indipendenza. E proprio per via delle questioni intorno l’articolo 50 del Trattato di Lisbona che regola l’uscita di un paese dall’Ue. Com’è noto al referendum su Leave o Remain, tenutosi nel giugno dello scorso anno, la maggioranza degli elettori in Scozia si era schierata per rimanere all’interno dell’Europa.
Quanto meno, sembra che al 10 di Downing Street ci si prepari a un piano B. Anzi, a due piani B, perché anche l’Irlanda del Nord pare voler rimettere in discussione gli statuti attuali.
Nel settembre 2014, si era già tenuto un referendum in Scozia, in cui vinsero gli unionisti con circa il 55 percento, e tutti i sondaggi dicono che c’è ancora una maggioranza che preferirebbe non sciogliere i vincoli con la Gran Bretagna. Però, l’esito del referendum sulla Brexit potrebbe avere rimesso in discussione posizioni che sembravano consolidate, e nessuno ha voglia di scommettere su un lancio della monetina.
Secondo l’Accordo di Edimburgo, firmato nel 2012 dagli allora primi ministri inglese e scozzese David Cameron e Alex Salmond, che regola lo svolgimento del referendum, Theresa May potrebbe rifiutarsi di acconsentire. Ma una mossa di questo genere non farebbe che accrescere i sentimenti di indipendenza tra gli scozzesi.
Quanto all’Irlanda del Nord, anche qui la maggioranza degli elettori si schierò per il Remain – e non è proprio vista di buon occhio la rapidità con cui la May vuole staccarsi dall’Europa. Inoltre, proprio questo percorso fa pensare che i tempi della Direct rule (le forme di equilibrio di governo tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord) siano al capolinea.
La May potrebbe trovarsi contemporaneamente a affrontare le questioni dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona, della richiesta di un nuovo referendum da parte della Sturgeon e della ridiscussione degli equilibri istituzionali da parte dell’Irlanda del Nord.
La devolution inglese dall’Europa ha rinfocolato processi a catena di indipendenza.

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