Salvini: più poteri ai prefetti per ordinanze antidegrado

Lo scontro politico tra il M5S e la Lega di Salvini si è acuito in questi giorni a seguito dell’emanazione da parte di quest’ultimo, in qualità di Ministro dell’Interno, di una circolare sulla governance delle città. In ottemperanza alle disposizioni del famoso decreto sicurezza. La circolare prevede la possibilità per i prefetti italiani (espressione territoriale del Governo centrale) di agire in deroga ai sindaci nell’istituzione delle cosiddette “zone rosse”. Con la possibilità, quindi, di espellere di fatto persone precise da specifici punti della città: centri storici e commerciali, appannaggio principalmente dei flussi turistici. Questo provvedimento ha delle implicazioni, alcune lampanti, altre meno evidenti ma degne di nota. Innanzitutto il tema della decisionalità che viene ulteriormente intaccata. Così facendo lo Stato  sottrae ai sindaci – che nel bene e nel male rappresentano una comunità – le competenze in materia di gestione della sicurezza e del decoro urbano, avvicinandole sempre più a se, ai suoi interessi. In secondo luogo, ma strettamente connesso a quanto detto prima, la città che il Ministro immagina e disegna con questi provvedimenti repressivi, va in una direzione pericolosa ed escludente, addirittura esclusiva. L’esclusività, per quanto per alcuni possa essere misura di ambizione e successo, altro non è che il restringimento delle possibilità di accesso a qualcosa. In questo caso a pezzi di città. Inoltre le persone che verranno colpite da queste misure, i cosiddetti “balordi”, gli illegali, sono tutte quelle persone accusate di reati minori come pusher, parcheggiatori e ambulanti abusivi, occupanti. Ci chiediamo che effetti potrà avere questo provvedimento – che porta avanti il teorema del daspo urbano di Minniti –  in territori come quello siciliano, dove si fa notoriamente di necessità virtù, laddove le possibilità di una vita dignitosa sono ridotte all’estremo. La considerazione finale è dunque un quesito che occorre porsi ogni qualvolta si invoca maggiore sicurezza. Siamo certi che il suo aumento, soprattutto gestito in maniera verticale e coatta, non comporti una progressiva e pericolosa diminuzione della libertà? Ed ancora, piuttosto che espellere pusher e occupanti, abusivi di ogni sorta, dai centri cittadini, non sarebbe il caso di implementare politiche integrate di espansione del welfare? Servizi sociali, alloggi e occupazione, sono queste le necessità di chi vive i territori. Non più polizia. 

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