Riaperto a Catania lo Studentato 95100

Questa mattina, a Catania, è tornato a farsi sentire il gruppo di giovani studenti e studentesse che hanno deciso di alzare la testa occupando un altro immobile dopo lo sgombero di una decina di giorni fa dell’ex Hotel Costa, residenza universitaria chiusa dal 2009. La residenza occupata contava oltre 300 posti letto in una città nella quale i pendolari fuorisede dell’università sono migliaia e altrettanti sono gli studenti “idonei non assegnatari”, ovvero studenti che avrebbero diritto ad un alloggio ma che per mancata disponibilità non gli viene assegnato.
Il nuovo stabile, sito in Via Gallo 13, di proprietà delle “Biblioteche Riunite Civica e A. Ursino Recupero”, da dieci anni vuoto, anche se totalmente ristrutturato, doveva essere allestito come appendice della Biblioteca già presente all’interno del Monastero dei Benedettini, ma non è mai partito nessuno progetto.
Una storia comune, dunque, quella degli stabili di via Etnea 551 e di via Gallo 13, storia che ci parla della speculazione di grossi privati a danno della popolazione, storia di malfunzionamenti degli enti preposti a garantire dei diritti che dovrebbero essere inalienabili, ma non è tutto. La storia dell’occupazione dello “Studentato Occupato 95100” è la storia di una generazione che da anni è costretta ai ricatti che il sistema presente gli sottopone: da quello formativo riguardo la scelta dell’università a quello lavorativo. Infatti, il problema degli alloggi è un problema di tutta una generazione: non solo di chi studia e, non potendo lavorare, deve vivere fino a 30 anni con i genitori, ma anche di chi è obbligato a fare il pendolare dalla provincia perché non può permettersi un affitto, o magari chi lavora ma viene pagato così poco che deve comunque fare gravi sacrifici per potere avere un tetto sopra la testa.
Catania _Studentato_95100_2Una storia che ci parla del riscatto dei giovani che attraverso l’occupazione dello stabile hanno deciso di dare forma concreta e materiale ai problemi che quotidianamente vivono, facendo tornare l’attenzione sulla condizione dei giovani Siciliani costretti a emigrare per immaginarsi prospettive di futuro. Infatti, sono tantissimi i giovani ragazzi isolani che nel 2017 hanno scelto di studiare fuori dalla Sicilia. In tutto ben 51.441 che hanno preferito continuare gli studi in atenei del Nord e tra questi, i più gettonati, Pisa, Bologna e Torino. Inoltre i dati Eurostat dichiarano che nel 2016 in Sicilia il tasso di disoccupazione raggiunge il 22,1%, di cui il 57,2% è disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni). A Catania a lavorare sono solo 4 giovani su 10.
In una Sicilia sempre più sfruttata e impoverita dal governo centrale i giovani studenti e studentesse, disoccupati e precari, dovrebbero essere motore propulsivo della nostra terra, ma sono invece coloro che risentono maggiormente della crisi. Sono i giovani che vengono visti come un problema di ordine pubblico da parte della questura, ma sono quegli stessi giovani che non si arrendono, che decidono di restare per lottare nella loro terra, per trovare qui e non altrove gli arnesi che gli servono per ribaltare il sistema di cose vigenti. Ed è per questo che gli occupanti dello “Studentato Occupato 95100” non si sono fatti intimidire dagli atti di forza della polizia, espressione di un governo centrale che ci affama e ci sfrutta, e non si fermeranno fino a quando la Sicilia sarà una terra in cui i giovani possano restare e radicarsi.

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