E qualcuno parla di inceneritori. Cambiare rotta!

È di parecchi anni fa la proposta di guardare a Brescia per risolvere il problema dei rifiuti. E sembra che qualcuno, più di uno, riproponga oggi la scelta dell’inceneritore-termovalorizzatore ritenendo la mancata costruzione nel passato “un’enorme opportunità perduta dalla città”. Queste ultime sono parole di Nello Neri, l’ex sindaco che noi ricordiamo insieme ai suoi compari “dell’altra sponda” per la truffa della Scirumi srl,la storia che proprio l’anno scorso è finita con il sequestro di una delle società della Scirumi srl (la società che doveva costruire il villaggio per gli americani a Xirumi) e con l’arresto di Ciancio accusato di “aver agito, imprenditorialmente, nell’interesse proprio e nell’interesse di Cosa nostra”.“Grande” Nello Neri che ci aveva portato proprio un bell’affare e grandi i suoi prosecutori “d’altra sponda”. Certo è che le domande sorgono spontanee:ma i “nostri” Neri (che era pure il tesoriere del MPA di Lombardo accusato di complicità con Ciancio) e Mangiameli e De Benedictis e portaborse vari erano soltanto degli sprovveduti? Dei boccaloni di facile infinocchiamento, degli incompetenti che si erano bevute le storielle di Ciancio e Maltauro (altro socio arrestato per corruzione all’EXPO di Milano) sui 4 milioni di euro per opere di urbanizzazione, i 7 milioni di euro per la concessione edilizia, l’ICI per 700 mila euro, le opere di urbanizzazione dei quartieri S.Antonio, Carrubbazza, Corderia e Porrazzeto, la valorizzazione delle aree archeologiche e del lago Biviere? Ne hanno buttato di fumo negli occhi ai Lentinesi. E continuano a farlo. Continuano a farlo con i termovalorizzatori.
Non volete le discariche? Facciamo i termovalorizzatori, ci dicono i furbacchioni “benpensanti”.
“A Brescia hanno risolto con il TERMOUTILIZZATORE … A Brescia hanno trovato la soluzione ecocompatibile, non hanno più rifiuti ed in più hanno tutti il riscaldamento … A Brescia ….”.
A Brescia l’inceneritore della A2A è una PORCHERIA! Proprio come l’aria che vi si respira.
Chi lo dice? Lo dice l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che tra le città più inquinate d’Europa ne ha inserite tre italiane: Soresina (Cremona) al 24° posto, Settimo Torinese (Torino) al 38°, Brescia al 48°. Il parametro adottato dall’istituto è quello della presenza dell’inquinante PM 2,5, il particolato ultrafine che entra nel circolo sanguigno superando la barriera degli alveoli polmonari.
“Dal camino dell’inceneritore fuoriescono circa il 15% (più di 350 tonnellate) di gas responsabili dell’inquinamento da PM10 e PM2.5 dell’aria di Brescia (principalmente ossidi di azoto, di zolfo e ammoniaca).”http://www.emergenzaambiente.it/cosa-esce-dal-camino/


“le PM2.5 penetrano più in profondità nei bronchi e nei polmoni sino agli alveoli, superano la barriera ematobronchiale e finiscono nel torrente circolatorio in cui aumentano la coagulabilità del sangue, favorendo infarti, scompensi cardiaci e aritmie. È poi ampiamente dimostrata la correlazione tra l’inalazione di queste polveri e l’insorgenza di diverse tipologie di tumori.”

http://www.emergenzaambiente.it/il-problema-sanitario/
La cosa “curiosa” è che la città di Brescia produce solo il 10% dei rifiuti bruciati, mentre il 40% arriva dalla provincia e ben il 50% da altre regioni, comprese regioni del meridione. E questo comporta un transito sul territorio di ben oltre 50 mila camion che ogni anno trasportano in città centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti.
Grande affare l’inceneritore di Brescia! Grande affare per i proprietari e una vera maledizione per gli abitanti.
Centrali a Biogas o a Biomasse, termovalorizzatori o termoutilizzatori, chiamateli pure come volete, ma alla fine si tratta sempre di fonti altamente inquinanti.
E, volenti o nolenti, fonti che producono per la maggior parte particelle sotto gli 0,1 micron: «particelle sottilissime – commenta l’Associazione Medici per l’ambiente – difficili da intercettare ma pericolosissime per polmoni e sistema nervoso. Gli inceneritori producono 250 inquinanti, 20 certamente cancerogeni: c’è una correlazione certa tra questi impianti, i sarcomi e i linfomi non hodgkin».
“Per ridurre i rischi di contaminazione del latte materno […] è meglio evitare di consumare ortaggi cresciuti nelle vicinanze di un inceneritore: le scorie di questi impianti contengono infatti quasi tutta la gamma delle sostanze tossiche e delle tossine industriali”. Fonte: “Zerocinque” manuale sulla salute del bambino prodotto dalla rivista pediatrica UPPA (p.31 Uppa edizioni, 2018)
È questo che si vuole a Lentini? Sono questi gli investimenti sul territorio che rilanceranno l’economia? È questo che risolverà il problema dei rifiuti? Davvero si vuol permettere di creare nei nostri territori la più grande filiera della munnizza di Sicilia?
A nessuno viene in mente che il problema dei rifiuti è legato al modo in cui si produce e si consuma? A nessuno viene in mente che siamo immersi nella cultura del più sfrenato consumismo e che la prima vera causa della munnizza sono i cittadini che la producono, sono i cittadini che non fanno la differenziata, è la mancanza di centri di trattamento per la differenziata, è la mancanza di educazione nelle famiglie e nelle scuole, sono le istituzioni scolastiche indifferenti alle problematiche del territorio, sono le istituzioni politiche che pur avendo più di uno strumento non si adoperano per bloccare la deriva di inciviltà che riscontriamo tutti i giorni della nostra vita e sono gli infami speculatori, quella razza di imprenditori che invece di investire i loro soldi in attività utili per il territorio si fanno artefici diretti o indiretti degli affari più sporchi ed inquinanti?
È possibile che nessuno si domandi perché mai questi imprenditori non propongano mai di costruire impianti calibrati sul reale fabbisogno dei diversi territori, dimensionati, per esempio,sul reale volume di FORSU prodotta in sito? Insomma perché mai si dovrebbe costruire una discarica da 60mila tonnellate l’anno quando a Lentini non ne produciamo manco 7mila? La risposta è: perché gli affaristi ci fanno i soldi con la munnizza e più se ne produce, più ne arriva da qualsiasi parte, più soldi fanno.
I furbacchioni “benpensanti” a questi interrogativi rispondono così:“certo che lo sappiamo, ma il mondo gira così, questa è la situazione e non ci possiamo fare nulla, tanto vale bruciare l’immondizia”. NO, siete voi che fate girare il mondo così, siete voi che avete creato questa situazione, siete voi che preferite far morire di tumore i vostri stessi figli piuttosto che tentare di cambiare le cose. È la vostra rassegnazione, la vostra estrema ignoranza, la vostra criminale indifferenza, la vostra complicità che ci sta uccidendo tutti.
Noi non vogliamo le discariche e tanto meno gli inceneritori o impianti di biogas che trattano la discutibilissima (in Italia) FORSU (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani).
E cosa fare, allora, davanti al dilagare dei rifiuti, ad un territorio oltraggiato da molti dei suoi stessi “abitanti” (non si contano più, infatti, per quanto sono numerose le discariche abusive)?
Abbiamo detto e scritto più volte che per risolvere la questione occorre una lunga lotta contro la mala politica, contro la mala cultura e contro la mala economia. Ma se non cominciamo subito non ci sarà più nemmeno la speranza di uscire dalla catastrofe.
– Occorre essere intransigenti sull’aumento della raccolta differenziata e dei centri di raccolta. E affinché ciò abbia senso e non si riveli una buffonata utile solo alle statistiche regionali, occorre che il Comune si faccia esso stesso artefice di progetti o, nell’impossibilità, incentivi progetti imprenditoriali:
A. per il trattamento della frazione organica, con la costruzione di centri di compostaggio aerobico (non anaerobico);
B. per il trattamento della frazione secca con VERI centri di trattamento, che sviluppino cioè più linee di selezione del secco. Occorre inoltre istituire uno o più consorzi di riciclaggio. Occorre, quindi, che il Comune accetti solamente progetti imprenditoriali che salvaguardino la salute dei cittadini.
– Occorre una capillare opera di sensibilizzazione cittadina. Pianificare attività di cultura ecologica permanente in ogni scuola di ordine e grado.
– Occorre in pari tempo imporre in materia di rifiuti una intransigente disciplina cittadina che dissuada gli inquinatori, siano essi i gestori di discariche o cittadini privati senza scrupoli.
Occorre iniziare da qui se davvero vogliamo risolvere la questione dei rifiuti.
Impedire a tutti i costi la realizzazione della nuova discarica ad Armicci
Chiudere la discarica di Grotte San Giorgio-Bonvicino e subito impedire che si costruiscano altre vasche per la munnizza che arriva da Palermo e da tutta la provincia.
Il Comitato Territoriale Antudo Lentini appoggia incondizionatamente l’azione del Coordinamento per il Territorio contro la discarica di Armicci e Bonvicino, che sin dall’inizio si è battuto contro la realizzazione di una nuova discarica ad Armicci e per la chiusura della discarica di Grotte S.Giorgio-Bonvicino. Chi sostiene il contrario per beghe tra partiti politici o per interessi personali che ben conosciamo, non fa che intralciare la nostra lotta e si pone come alleato degli affaristi che sfruttano e inquinano i nostri territori.
Comitato Territoriale ANTUDO
Lentini

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