Prima le scuole del Nord. E quelle Siciliane si svuotano!

In Italia, nell’arco di 10 anni, 1,8 milioni di studenti non conseguono la maturità. In Sicilia più del 35% di quelli che si iscrivono al primo anno della scuola superiore non completano il ciclo di studi e sono destinati a ingrossare le fila dei cosiddetti Neet. Questi sono i dati riportati nell’ultimo dossier di Tuttoscuola sulla dispersione scolastica. La scuola siciliana non è nuova in quanto a primati negativi. I risultati del Rapporto sulle prove Invalsi 2019 – presentati lo scorso 10 luglio alla Camera – candidano la Sicilia tra le regioni in cui si registrano gli esiti peggiori nei test di italiano e matematica. Una vera e propria polarizzazione degli esiti tra Nord e Sud. La Sicilia è anche la prima regione in Italia per dispersione scolastica con una percentuale dell’1,3%. Più del doppio del tasso di dispersione medio che si registra nelle regioni del Nord-est.

A questo trend negativo e preoccupante se ne associa un altro: le scuole siciliane si svuotano. Nell’anno scolastico 2018/19 l’Usr ha stimato un calo di 14 mila studenti. Un’emorragia costante in Sicilia. Nell’ultimo decennio la popolazione scolastica è scesa di circa 80 mila unità. Prendendo in esame il tempo pieno a 40 ore si nota che in Sicilia riguarda solo il 7% della scuola primaria. Dati non certamente paragonabili al 49% dell’Emilia Romagna o, addirittura, al 53% della Lombardia. A Milano si registrano punte massime del 91% e a Monza dell’85%. Al netto del 7% di minori che in Sicilia può fruire del tempo pieno a 40 ore, l’altro 93% frequenta 2,5 anni in meno dei cinque previsti di scuola primaria. 2.145 ore di tempo scuola negato agli studenti siciliani rispetto ai coetanei del Nord.
Sarà un caso che proprio gli studenti siciliani, quelli che frequentano anni in meno di scuola primaria, siano anche quelli che, con più frequenza, non completano il ciclo di studi?

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