Palermo: studenti universitari in presidio per il posto letto

Gli studenti e le studentesse dell’Università di Palermo sono in stato di agitazione. Da ieri sono in presidio permanente davanti la sede legale dell’ERSU, in Viale delle Scienze. Le ragioni della protesta sono chiare: è assolutamente inaccettabile che esista la figura dell’idoneo non assegnatario di posto letto e borsa di studio.

 

 

 

 

 

Dopo settimane di grande fermento scandite da assemblee giornaliere, gli studenti e le studentesse hanno deciso di passare ai fatti. Ieri mattina hanno montato le tende; sembrano determinati a restarci.

In particolare, l’agitazione è partita a seguito della pubblicazione da parte dell’Ente di competenza (l’Ersu) delle graduatorie relative all’assegnazione del posto letto. Quelle relative alle borse di studio non sono nemmeno state pubblicate; anche questo ritardo è oggetto di critica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I numeri parlano da soli. La situazione peggiora di anno in anno. A oggi, l’ERSU, con le risorse di cui dispone, copre a fatica il 26,75% dei richiedenti. Tutti gli altri, 2030 persone, non avranno il posto letto nonostante abbiamo tutti i requisiti di merito e di reddito per ottenerlo. Quelli che hanno vissuto lì fino a ora, risultando non assegnatari, hanno 5 giorni per lasciare la stanza.

Secondo gli studenti e le studentesse la situazione è di grave violazione del diritto allo studio con l’aggravante della discriminazione territoriale. «La figura dell’idoneo non assegnatario esiste solo da noi. Gli Enti regionali per il diritto allo studio sono sempre più de-finanziati mentre quelli delle Università del Nord hanno sempre più risorse. Queste differenze costringono molti studenti a emigrare e scegliere università diverse da quelle siciliane. Non è un caso, infatti, se molti di noi vanno via e scelgono città come Bologna, Milano, Roma, Torino. Per evitare che questo accada bisogna costringere chi di dovere a rimediare e garantire i finanziamenti adeguati per garantire posto letto e borse di studio a tutti coloro che ne hanno bisogno e sono idonei a ottenerlo» – dichiarano gli attori della protesta. Non si fermeranno finché non raggiungeranno l’unica soluzione accettabile: il 100% di copertura posto letto e borse di studio.

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