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La Sicilia è più bella… solo quando passa Mattarella

Che le passerelle non siano più relegate soltanto alle città dell’alta moda è abbastanza risaputo; le passerelle si fanno ormai in tutte le città e i creativi della moda sono sempre costretti a inventarsi qualcosa di nuovo, ad attraversare terreni ancora inesplorati; come anche i creativi della politica, del resto. Anch’essi affabulatori dell’immagine e del consumo hanno il compito di far sembrare utile ciò che utile non è per niente; come per i capi di alta moda, insomma. Succede così che nella giornata di ieri una passerella inutile e ipocrita si è costruita a Librino, quartiere popolare periferico di Catania.
Ospite d’eccezione della sfilata è stato il siciliano presidente della repubblica italiana Sergio Mattarella. In visita alla città etnea, il presidente ed il suo staff hanno deciso di iniziare il loro tour proprio da Librino, quartiere in cui mai aveva messo piede la prima carica dello stato. Una visita così carica di messaggi di speranza e rilancio che, come sottolineano oggi molti giornali locali, ha suscitato una significativa risposta del quartiere: l’indifferenza! Molte testate giornalistiche riportano infatti come, più che dall’entusiasmo degli abitanti, la visita di ieri sia stata accompagnata da sdegno e rabbia. Davvero pochissime persone hanno partecipato alla cerimonia presidenziale. Basta leggere qualche intervista a qualche abitante per capire quale fosse il clima nella periferia catanese. Le voci si alternano, appunto, nello sdegno per un’iniziativa istituzionale mortificante per i diritti e le condizioni di vita degli abitanti di quel quartiere. Basti pensare che contemporaneamente, sulla facciata della cattedrale di Catania molti erano gli striscioni appesi contro la visita di Mattarella e per rivendicare il diritto alla casa; ad appenderli proprio un gruppo di abitanti di Librino che da settimane lottano per garantire alle proprie famiglie un tetto sotto cui vivere. Insomma, Librino si sente abbandonata da quelle stesse istituzioni venute ieri a sfilare tra le sue strade.
Ma c’è di più. Ciò che emerge chiaramente dalle parole degli intervistati è la sensazione di una grande beffa subita dagli stessi: vedere operai comunali lavorare nei giorni precedenti all’arrivo di Mattarella per abbellire aiuole, eliminare cumuli di munnizza, rifare l’asfalto delle strade, ripristinare illuminazione è apparso come una presa in giro verso cittadini che questi interventi li chiedevano da decenni senza mai avere risposte. La rabbia dei catanesi – e che dovrebbe essere di tutti i siciliani – è dunque quella di chi ha visto un’enorme quantità di denaro spesa, ancora una volta, per realizzare passerelle e sfilate inutili e ipocrite piuttosto che utilizzata per far fronte ai tanti problemi che affliggono quel pezzo di Sicilia.
Purtroppo, si sa, l’Italia è il paese della moda e delle grandi sfilate; e a quanto pare, anche Mattarella ha un debole per le passerelle… inutili!

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