FreezeMob all’aeroporto di Birgi. La protesta continua

Seguiamo da settimane la vicenda dell’aeroporto di Birgi e della protesta animata dal comitato lilibetano #sevolovoto. In questi ultimi giorni si sono avvicendati molti episodi che potrebbero condurre la protesta ad un punto di svolta. Ricordiamo la consegna di oltre 43.000 firme, nelle mani del governatore Musumeci ad opera del comitato, che ha superato di gran lunga la promessa delle 30.000 sottoscrizioni. Tra lunedì e martedì invece ci sono stati due importanti appuntamenti istituzionali sulle sorti dell’aeroporto e sabato 18 maggio è prevista una iniziativa dimostrativa proprio presso l’aeroporto.

Abbiamo chiesto a Ignazio, esponente del comitato, quali sono stati gli esiti del tavolo tecnico di lunedì e dell’incontro con il governatore e con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando di martedì.

 

Abbiamo seguito la vicenda dell’aeroporto sin dalla nascita del comitato di cui fai parte. Ad oggi la protesta sembra essersi allargata (43.000 firme consegnate a Musumeci!!) in senso orizzontale e verticale, coinvolgendo anche numerosi amministratori locali. Puoi descrivere brevemente la crescita del comitato in quantità e qualità dell’intervento politico?

Un aggiornamento, le firme sono arrivate oltre le 50.000 nel frattempo ed è una grido di dolore da parte del territorio che ha bisogno di risposte imminenti. La mobilitazione è altissima perché la crisi economica è profonda. Nel 2018 hanno chiuso circa 2200 partite iva in Provincia di Trapani e quest’anno sarà anche peggio. Grazie al Comitato #sevolovoto si è attivato un pressing da parte del territorio nei confronti di politica e istituzioni per spingerli a trovare soluzioni immediate a un problema che potrebbe avere dimensioni catastrofiche.

Le ultime vicende sono, in ordine: un tavolo tecnico al quale hanno partecipato il presidente della regione, i sindaci di Marsala e Trapani, il presidente del distretto turistico e l’AIRGEST, ed un incontro con il governatore ed il sindaco di Palermo. Quali sono stati gli esiti dei due appuntamenti e quale la vostra opinione in merito?

Ci sono stati due incontri importanti in settimana, quello più importante tra Musumeci, Orlando e le due società aeroportuali di Trapani e Palermo. Gli esiti potrebbero essere interpretati positivamente poiché si è parlato di una collaborazione tra le due strutture che possa in qualche modo far ripartire Birgi ma vogliamo vedere azioni concrete e immediate oltre alle dichiarazioni d’intento. Da Birgi fino a un paio d’anni fa transitavano quasi 2milioni di passeggeri. Chiariamo un concetto però, Birgi non ha bisogno della solidarietà di nessuno, ha bisogno di far ripartire la propria attività e tornare a essere una delle mete turistiche più ambite d’Italia.

L’impressione è che siate piuttosto determinati nel proseguire la lotta in difesa del vostro territorio. Le iniziative già realizzate sono tante e connotate da un forte protagonismo dal basso, come quella prevista per sabato 18 maggio. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Sabato 18 ci sarà un’assemblea dei consigli comunali dei Comuni della Provincia direttamente a Birgi. L’abbiamo voluta fortemente proprio perché siano le istituzioni a farsi carico della questione. È un appuntamento importante al quale parteciperemo. Birgi non deve morire.

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