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Fermiamo l’inceneritore nella Valle del Mela!

Un presidio di circa 400 persone ieri pomeriggio a Messina in Piazza S. Francesco, vicino alla sede della Soprintendenza, per protestare contro l’inceneritore che vorrebbero costruire nella Valle del Mela.
Il progetto dell’inceneritore della società A2A ha ottenuto il parere favorevole della Commissione tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente. E i comitati della Valle del Mela sono tornati in piazza.
Il presidio di protesta era diretto in particolare contro la Soprintendenza di Orazio Micali che, poco dopo l’insediamento, aveva chiesto l’annullamento del parere negativo all’inceneritore espresso dal precedente soprintendente. Un atto “inusuale”, sospetto ed in piena contraddizione con le stesse norme del “piano paesaggistico” dell’Ambito 9 di cui il Soprintendente dovrebbe invece farsi garante.
Numerosi gli interventi degli abitanti del Mela, dei comitati e associazioni ambientaliste, con delegazioni provenienti dai Comuni di Milazzo, Barcellona, Furnari e Mazzarà Sant’Andrea, Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia. Ma ormai la protesta contro l’inceneritore è di tutta la Valle del Mela. Tra i presenti anche il Coordinamento del Territorio di Lentini (SR) che si batte contro il progetto di discarica in contrada Armicci e l’allargamento della più grande discarica di Sicilia, quella di Grotte S. Giorgio-Bonvicino.
Una delegazione di manifestanti (rappresentanti dei comitati, sindaci della Valle ed alcuni deputati) è stata ricevuta, dopo i ripetuti dinieghi, dal Soprintendente Micali. La delegazione chiedeva al Soprintendente il rispetto del Piano Paesaggistico e, in coerenza con tale Piano, il suo parere negativo al progetto di inceneritore. Ma il Micali non solo si rifiutava di rispondere alle domane della delegazione, ma dava degli “incompetenti” anche ai suoi colleghi del Ministero dei Beni culturali – che avevano già espresso valutazione negativa alla realizzazione dell’inceneritore – e informava di aver ufficialmente richiesto il ritiro della sua firma dal Piano paesaggistico di cui si dice fortemente critico. Quando parliamo di “arroganza dei poteri centrali” è anche a questo genere di dirigenti che facciamo riferimento.
Dopo il parere favorevole della Commissione VIA e le recenti prese di posizione del governo Musumeci su discariche e inceneritori, quello che appare chiaro è che intorno all’affare rifiuti si sta giocando una partita sporca, farcita di menzogne, fatta di pesanti ricatti, corruzioni e di interessi milionari. Una partita che oppone il profitto di pochi alla salute dei più.
Occorre qui ricordare le parole dell’Assessore regionale Vincenzo Figuccia: “meglio Brescia o Vienna pulite attraverso impianti e nuove tecnologie o Catania e Palermo ‘ngrasciate’ con le discariche e la differenziata con numeri da prefisso telefonico?”. Come dire meglio morti e puliti o morti ‘ngrasciati’? Per Figuccia “impianti e nuove tecnologie” sarebbero gli inceneritori. Ma discariche ed inceneritori, lo sanno tutti quelli che ragionano, non servono ad altro che ad inquinare e a portare soldi ad un pugno di affaristi senza scrupoli. Discariche ed inceneritori, sono sistemi talmente arretrati da essere stati messi al bando persino dai burocrati europei. È con la differenziata, col compostaggio e col riciclo che si risolve il problema dei “rifiuti”, è con il controllo a partire dalla produzione e dal confezionamento che si risolve il problema del “non riciclabile”.
Crocetta e ora Musumeci col suo Figuccia dovranno prima o poi rispondere del perché non si vuole realmente dare avvio alla differenziata. Musumeci col suo Figuccia sa bene che per far funzionare la differenziata occorrono adeguate politiche di incentivazione, occorre ad esempio stabilire il sistema della tariffazione del peso di rifiuti prodotti, occorrono stazioni di compostaggio (anziché bruciarle) dove conferire l’umido da cui si origina in discarica il percolato.
I nostri territori hanno bisogno di bonifiche e di un piano regionale ZERO RIFIUTI, così come hanno bisogno di politiche sociali che mettano al centro gli abitanti e non il profitto di pochi.
I comitati cittadini contro l’inceneritore nella Valle del Mela preparano intanto altre iniziative contro l’inceneritore. La lotta continua quindi e la necessità di coordinare le varie lotte si fa sempre più pressante. È per questo che si è costituita la Rete dei Comitati Territoriali Siciliani e tra le prossime iniziative è prevista un’assemblea regionale dei comitati in lotta.
Ormai solo una forte, coraggiosa, organizzata, solidale partecipazione degli abitanti dei territori può fermare la carica degli inceneritori e delle discariche che i governanti regionali e nazionali hanno preparato per i territori siciliani.

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