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Enna: universitari Kore protestano per la chiusura del servizio mensa.

Il 9 Aprile, gli studenti dell’università Kore di Enna hanno protestato davanti la sede dell’ERSU ennese contro la sospensione del servizio mensa. Sospensione, pare, dovuta alla mancata approvazione del bilancio dell’Ateneo che bloccava la nuova gara d’appalto.
Il servizio mensa è sospeso dal 30 Marzo a causa della scadenza del mandato della ditta che gestiva il servizio e all’impossibilità di indire una nuova gara d’appalto conseguente alla mancata approvazione del bilancio dell’Ateneo ennese. E così i ragazzi, soprattutto quelli in situazioni economiche precarie, che potevano pranzare o cenare nei locali convenzionati con uno o due euro al momento dovranno arrangiarsi.
Gli studenti hanno cercato riposte anche dall’assessorato all’Istruzione, senza però mai ricevere una risposta. La Regione, invece, assicura di aver compiuto tutti gli atti necessari, mentre la direzione dell’ente dice di non avere le documentazioni a norma.
L’organizzazione della protesta parte proprio perché le istituzioni e gli uffici competenti non sono stati in grado neanche questa volta di dare le dovute risposte o trovare le giuste soluzioni. L’unica cosa che sono stati in grado di fare è il solito gioco dello “scaricabarile” e del rimpallo delle responsabilità. Si tratta, infatti, di un grave disagio per gli studenti, che da questo 30 Marzo non possono più usufruire di un servizio, che prima era diviso in quattro punti. Finché non sarà ripristinato il servizio mensa e finché gli studenti non avranno garantite delle soluzioni, non potrà dirsi garantito nemmeno il diritto allo studio.
Gli studenti durante la protesta hanno esibito uno striscione che recitava “Vogliamo i nostri diritti”, e ad oggi infatti, circa novemila studenti universitari, tra cui anche molti fuori sede, si trovano ad essere privati di un servizio fondamentale, in un momento dell’anno accademico in cui sono ricominciate le lezioni durante le quali spesso gli studenti hanno soltanto un’ora per la pausa pranzo. Chiedono, dunque gli studenti, agli enti di adoperarsi per riattivare il servizio. Anche perché vogliono che vengano rispettati i diritti di tutti.

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