I dipendenti della Reset in lotta-occupata stamattina l’aula Consiliare

Questa mattina le lavoratrici e i lavoratori della RESET, la società partecipata dal Comune che si occupa di servizi, manutenzioni e verde, al termine del sit-in a Piazza Pretoria, hanno occupato l’aula Consiliare per chiedere all’amministrazione Orlando di rispettare gli accordi sindacali firmati nel 2014 e nel 2017.

Attraverso quegli accordi il numero di ore lavorative e gli stipendi dei dipendenti sarebbero dovuti aumentare in maniera consistente; ma, attraverso i soliti rimandi e la solita giustificazione «non abbiamo fondi», non è mai stato attuato niente.

Solo oggi, dopo che i sindacati hanno lanciato la manifestazione, arriva un segnale dal comune che ha inviato una convocazione fissata per il 21 giugno. «Una beffa»: così la mossa è stato letta dai 1400 dipendenti in lotta che questa mattina, stanchi di aspettare, hanno deciso di occupare l’aula istituzionale.

«Un atto estremo dettato dall’esasperazione provocata dalla mancata applicazione degli accordi firmati fra il Comune e i sindacati che rappresentano i lavoratori. Le ore lavorative sarebbero dovute aumentare da 32 a 36 ore, cosa che per l’amministrazione risulta impossibile da applicare per mancanza di fondi» così lo definisce Sandro Cardinale, responsabile della Federazione del Sociale USB Palermo.

Gli accordi prevedevano, inoltre, che nel 2019 il corrispettivo erogato dal Comune alla Reset doveva arrivare a 41 milioni. Ad oggi l’azienda riceve, invece, solo 31 milioni di euro; fondi insufficienti per poter garantire più servizi.

L’ultima mazzata arriva con la nota attraverso la quale l’Anac (l’Autorithty che si occupa dell’anti-corruzione) ha negato a Reset l’iscrizione per problemi legati allo Statuto. Un diniego che impedisce alla società di incamerare dall’Amap 500 mila euro.

Una serie di attacchi che ha portato i dipendenti all’esasperazione e all’occupazione di oggi.

La richiesta è chiara: nelle prossime settimane verrà approvato il bilancio comunale; i lavoratori sostenuti da l’USB, e da tutti i sindacati aziendali, pretendono l’aumento del capitolo di spesa previsti per Reset, quindi l’aumento delle ore di lavoro e degli stipendi.

«Il sindaco Leoluca Orlando non può esimersi dal rispettare gli accordi»: così conclude il suo intervento Sandro Cardinale.

Di certo i lavoratori e le lavoratrici non si fermeranno finché non avranno certezze.

 

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