Da Palermo a Milano: una storia di ordinaria follia ferroviaria.

Oggi riportiamo l’esperienza di migranti siciliani che come tanti altri si ritrovano ad avere a che fare con gli spostamenti dalla Sicilia verso il nord Italia. Abbiamo ricevuto una segnalazione. Il racconto di quello che sembra un vero e proprio viaggio della speranza caratterizzato dalla scarsa qualità della rete ferroviaria siciliana e di tutto il sud.
Un treno intercity notte parte da Palermo alle 12.35, il treno non è in ritardo ma le sue condizioni sono quelle classiche: bagni non funzionanti e in condizioni pietose, senza sapone né carta igienica; condizioni del treno tipiche dei carri bestiame. Il treno arriva in orario a Paola ma è li che inizia il calvario. Sono le 20.45 il treno si ferma e tarda a ripartire, l’attesa aumenta e i passeggeri cominciano a farsi delle domande e a porle al personale che non sa dare risposte. Qualcuno si limita a dire che “il problema è della forte pioggia che bagna i cavi e impedisce il corretto funzionamento delle porte”. A mezzanotte arriva la notizia che il viaggio, per i passeggeri, potrebbe continuare in pullman fino a Milano. Dopo mezz’ora invece i passeggeri vengono obbligati a scendere dal treno con l’obiettivo di aspettare una coincidenza da Reggio Calabria già in ritardo di mezz’ora. Sul treno ci sono anziani e bambini a cui non viene offerto niente, lasciati al freddo della stazione. I passeggeri si aiutano tra di loro e cominciano ad organizzare la protesta. Qualcuno esce un lenzuolo e ci scrivono sopra “Treno intercity notte offre: disagi, pochi servizi e pullman! Trenitalia sud vergogna!”
Arriva la coincidenza e riparte il viaggio dopo più di quattro ore.
Poco spesso si parla di questi disagi ma sappiamo benissimo quanto siano frequenti. Sappiamo quanto complicato sia, per tutti quelli che sono costretti ad andare via dalla Sicilia per lavorare o per studiare, convivere costantemente con questo tipo di disagi. Questo è quello che lo Stato Italiano ha fatto per il sud. Nuovi e vecchi governanti continuano a parlare di alta velocità, di ponte sullo stretto e altro ancora. E parlano di queste opere come di qualcosa di imprescindibile per lo sviluppo di tutto il meridione. Davanti a questi avvenimenti non possiamo che reagire dicendo ancora una volta che lo sviluppo che vogliamo è la realizzazione di una rete ferroviaria vera, la messa in sicurezza di tutte le infrastrutture di prossimità come strade e ponti, e più in generale la messa in sicurezza del nostro territorio dal rischio idrogeologico.

un breve video

 

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