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manifesto

La Sicilia non è la pattumiera dell’Italia

Micidiali raffiche di decreti e ordinanze, una dietro l’altra, vengono emanate da uffici centrali, da dirigenti, da presidenti e assessori, da chi gestisce il potere “in nome del popolo” ma per conto di privati affaristi. È l’arroganza del potere che spara ad alzo zero contro i territori. È tutta munnizza. Ci si rivoltano dentro partiti politici, Confindustria, agenzie di controllo, istituzioni regionali e nazionali. Un sistema di sporchi affari e clientele, un sistema di scambi di favore, di corruzione diffusa, di interessi privati e di arricchimenti spudorati.
Siamo nel disastro e siamo sotto attacco da più fronti: il governo nazionale centralizza tutto il potere togliendo ogni possibilità di decisione alle comunità locali; il governo regionale si piega mellifluo a quello nazionale e alle cordate degli speculatori che lo dominano; Confindustria e gli amici affaristi nazionali e multinazionali banchettano sulla nostra salute e sui nostri territori (si vedano gli ultimi decreti per le discariche o l’affare vaccinazioni) rastrellando anche le briciole Leggi tutto

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“Il Sette e mezzo, La Comune di Palermo”: una settimana di eventi a Palermo

16 settembre 1866, Palermo insorge. Contro lo Stato d’Italia. Lo Stato della Torino sabauda. Cinque anni prima che la Comune di Parigi insorga contro lo Stato di Versailles. D’altronde, la primavera dei popoli del 1848, le rivoluzioni europee che scoppiarono contro le monarchie della Restaurazione, erano iniziate a Palermo il 12 gennaio. Leggi tutto

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AVE CERERE!

Il 14 maggio, a Enna, si è aperto un incontro dei movimenti autonomisti siciliani. Per costoro è venuta l’ora che si torni tutti quanti al 1947. Se ne fregano, se l’Autonomia è servita a prolungare una degradante sottomissione, a perpetuare l’infame sfruttamento del popolo siciliano Leggi tutto

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Consulta: Primo Maggio a Lentini.

La partecipazione della Consulta alla manifestazione del 1° maggio riveste un importante valore simbolico, che rimanda alla storia dell’indipendentismo siciliano negli anni del secondo dopoguerra e, in particolare, all’eccidio di Portella delle Ginestre. Dal 1° maggio del 1947 in avanti, si è cercato di diffamare l’intero movimento per l’indipendenza della Sicilia, mettendo sullo stesso piano “baroni” e “popolani”, chi ordiva trame antipopolari e chi le subivaLeggi tutto

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