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Ad Augusta la seconda manifestazione contro l’inquinamento.

Il 2 dicembre si è tenuta ad Agusta una manifestazione contro il dilagare dell’inquinamento di aria, acqua e terra e delle morti per inquinamento. L’iniziativa, organizzata dal gruppo “Basta all’inquinamento nel quadrilatero della morte”, è la seconda di quattro manifestazioni organizzate tra Siracusa (giorno 21 ottobre), Priolo e Melilli (nei prossimi mesi).
Alla manifestazione erano presenti delegazioni di associazioni e di comitati territoriali che vanno costituendosi in tutta la provincia: il Comitato STOP VELENI; il Movimento Aretuseo Per il Lavoro, la Sicurezza e le Bonifiche; Rifiuti Zero Siracusa; il Coordinamento per il Territorio contro la discarica di Armicci (Lentini); l’Associazione per bambini leucemici Manuela e Michele (Lentini); il Comitato Bagagli-Sabbuci-Baratti.
Una manifestazione per chiedere ai quattro Sindaci del “quadrilatero della morte” (Melilli, Priolo, Siracusa e Augusta) di adoperarsi con tutti i mezzi possibili contro le emissioni dei veleni industriali, affinché sia riconosciuto dallo Stato il “disastro ambientale colposo” e affinché ci si muova per il risarcimento dei danni causati alla salute e al territorio.
Il Coordinamento per il Territorio contro la discarica di Armicci-Bonvicino di Lentini ha ribadito che “si è trattato di un momento importante che ancora una volta ha visto uniti comitati di abitanti stanchi di subire e che vogliono partecipare in modo diretto alla gestione del proprio territorio. A Lentini come ad Agusta si muore d’inquinamento, si muore per il profitto di gruppi di speculatori senza scrupoli – dichiara Fausto Pattavina del Coordinamento. E si faccia attenzione, noi non siamo stati abbandonati dallo Stato, la nostra terra è stata scelta da governo regionale e da governo Statale come terra da sacrificare ai loro affari: a loro va il profitto, a noi malattie e morti”.
Tra gli interventi anche quello di un operaio del polo industriale che ha sottolineato che il problema non è soltanto quello degli adeguamenti anti-inquinamento degli impianti – recentemente imposti dalla magistratura –, ma della sicurezza generale dell’intera area dato lo stato di vetustà degli impianti e della mancanza di adeguate manutenzioni. Afferma Marco Gambuzza del Movimento Aretuseo: “Viviamo in una terra che è stata lasciata nelle mani di chi ha fatto quello che voleva […] vogliamo che si facciano tutti i lavori necessari, non solo quelli per non essere colpiti dalla magistratura. Si può fare molto di più per ridurre l’inquinamento”.
Ad aprire il corteo il parroco Palmiro Prisutto sostenitore della battaglia contro le emissioni inquinanti del polo industriale e che da anni denuncia l’elevato numero di morti e malati di tumore nel territorio.
Al corteo hanno partecipato circa 300 persone. “Dovevamo essere di più, il problema è di tutti. Muoiono i bambini, con che cuore la gente preferisce restare a casa anziché ribellarsi? Noi siamo qui per difendere anche la salute dei nostri figli e nipoti!” Commenta un’anziana signora che ha preso parte alla marcia.
“Anche se siamo pochi” – spiega Cinzia Di Modica del Comitato STOP VELENI – “noi stiamo facendo un grosso lavoro perché siamo riusciti a creare la Rete dei Comitati Territoriali Siciliani in rivolta”.
La Rete dei Comitati Territoriali Siciliani nasce dall’esigenza dei comitati di coordinare le lotte, di scambiarsi informazioni e creare unità tra gli abitanti che lottano per la difesa della propria terra contro gli interessi dei vari governanti di turno. Gli abitanti – spiega un membro della Rete – devono trasformarsi in una forza capace di travolgere il malaffare che ci governa, una forza capace di imporre le proprie scelte e partecipare direttamente alla gestione del proprio territorio, di riprenderlo in mano. Noi non ci fermeremo”.

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