NO_trivelle

12 gennaio manifestazione NoTriv a Licata.

Si torna in piazza a Licata per opporsi alla realizzazione del progetto “offshore ibleo” di Eni. La decisione è stata presa nell’ultima assemblea convocata dal comitato NoTriv. Tra i presenti molti residenti tra cui pescatori, appartenenti ad associazioni balneari o di carattere sociale e per la difesa del territorio, e rappresentanti della giunta comunale. Un fronte unico contro la realizzazione delle trivelle nel mare di Licata e più in generale contro gli interessi di sfruttamento delle risorse che Eni ha in tutto il mare siciliano.
Il progetto “offshore ibleo”, approvato dal ministero dell’Ambiente, riguarda attività di estrazione di idrocarburi in mare e prevede perforazioni esplorative, sei pozzi per la produzione commerciale e una serie di oleodotti collegati ad un’ulteriore piattaforma che verrà realizzata nei pressi di una già esistente. È prevista anche un’area a terra che possa servire da nodo per le infrastrutture di connessione con la rete distributiva. Questa si troverebbe a 5 km dal centro di Gela e in prossimità di un sito di interesse comunitario.
Ovviamente il progetto non tiene minimamente conto dell’attuale tessuto economico dell’area, né tanto meno del rischio geologico e ambientale a cui si va incontro. E neanche del fatto che tutta l’area è già fortemente compromessa. A Gela, a soli 30 km da Licata, insiste la presenza di una raffineria (sempre di proprietà Eni) chiusa e in attesa di bonifiche dal 2014. Con i lavori per la realizzazione delle piattaforme e delle condutture utili al trasporto di gas e petrolio, il mare di Licata subirebbe consistenti stravolgimenti e di conseguenza le attività commerciali legate alla pesca e non solo.
Siamo di fronte all’ennesimo abuso di una multinazionale dello Stato Italiano che, con l’appoggio dello Stato stesso e del governo regionale, pensa di fare il bello e il cattivo tempo nella nostra isola. Eni infatti è leader in Italia nell’estrazione e raffinazione di combustili fossili e molti degli impianti di cui si serve si trovano in Sicilia: Gela e Milazzo sono un esempio. Impianti che negli ultimi 40 anni hanno contribuito a provocare morte, desertificazione, precarietà lavorativa ed emigrazione di massa.
Già nel 2016 la comunità locale aveva detto no a questo progetto con un’imponente manifestazione. Il 12 gennaio la città di Licata, con il sostegno di tutta la Sicilia, tornerà in piazza per far valere il diritto all’autodeterminazione. In piazza ci saranno i siciliani e le siciliane che vogliono riprendersi il potere di scegliere e decidere le sorti del proprio territorio.

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